Resta in contatto

News

Diaconale: “Lotito? Merita di essere riconosciuto come virologo ad honorem”

“Lotito meriterebbe un riconoscimento ad honorem prima di quello sportivo a cui tutti i tifosi laziali fortemente e legittimamente aspirano”

Intervenuto su L’opinione delle Libertà, il responsabile della comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale, è tornato difendere il proprio club ed il presidente Claudio Lotito: “Il calcio italiano riprende la sua corsa. Per chi si è battuto per impedire che si fermasse definitivamente provocando danni ciclopici all’intero settore è una grande soddisfazione. La vittoria, però, non è soltanto di tutti i numerosi fautori della ripartenza, ma dell’intero mondo dello sport più popolare nel nostro Paese. Che ora deve avere come nuovo obbiettivo la possibilità che i tifosi ripopolino in sicurezza gli spalti degli stadi quando, magari con il vaccino italo-inglese, saranno state trovate tutte le condizioni di tutela per la salute pubblica”.

Continua Diaconale: “Nel frattempo, però, mentre il virus auspicabilmente rallenterà ogni giorno la sua corsa, mi sia consentito di ammettere che la mia polemica dei giorni passati con il presidente delle Juventus Andrea Agnelli per le sue battute ironiche sulle competenze virologiche di Claudio Lotito è stata una forzatura compiuta solo in difesa della Lazio e del suo buon diritto di completare regolarmente il campionato. D’altronde i fatti hanno dimostrato che aveva ragione Agnelli e che fra tanti virologi professionisti l’unico che aveva previsto la possibilità di riprendere il campionato è stato il presidente della società biancoceleste Claudio Lotito e che, per questo, meriterebbe un riconoscimento ad honorem prima di quello sportivo a cui tutti i tifosi laziali fortemente e legittimamente aspirano!“.

15 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

15 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da News