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Finisce l’era Pallotta: la Roma è di Friedkin

La fumata bianca ufficiosa è arrivata poco dopo la mezzanotte del 6 agosto, mentre il comunicato di conferma alla Consob è stato pubblicato alle 8 di mattina spaccate: la Roma è passata dalle mani di James Pallotta a quelle del gruppo guidato da Dan Friedkin.

A quasi un anno di distanza dai primi passi compiuti per tentare l’ingresso nel mondo del calcio, iniziando lo studio dei conti del club capitolino, il magnate texano è riuscito a firmare un contratto preliminare per l’acquisto della società di Trigoria, raggiungendo l’obiettivo che era sfumato ad inizio marzo a causa della diffusione mondiale del Coronavirus.

La suddivisione dei 591 milioni è la seguente: 200 milioni di equity che finisce nelle tasche di Pallotta, 300 milioni a coprire la situazione debitoria e infine 91 milioni da versare nelle casse societarie come aumento di capitale. I prossimi passi porteranno al closing entro il 17 di agosto: le firme saranno apposte a Londra – Friedkin ha creato nel Regno Unito una newco apposita per l’affare – e contestualmente davanti ad un notaio a Roma, dove saranno siglati gli ultimi documenti.

Sul fronte del futuro impianto arrivano importanti novità e sono stati anche segnalati nuovi contatti tra Friedkin e Vitek. Oggi in Giunta Raggi saranno portati i testi degli accordi con la Regione Lazio e con la Città Metropolitana: l’adozione di questi documenti dà il via all’iter che porterà al voto in Consiglio comunale del progetto.

La strada per Tor di Valle sembra quindi spianata e non è ovviamente da escludere un eventuale accordo con la Toyota per i futuri naming rights, sulla falsariga di quanto fatto diversi anni fa dagli Houston Rockets. Sul fronte mercato bisognerà scegliere un direttore sportivo, una poltrona per la quale si fanno i nomi di Petrachi (tornerebbe di corsa), Burdisso e quello di Sabatini, ancora attento a tutte le vicende giallorosse.

Qualsiasi sarà il ds l’input è quello di non considerare assolutamente le cessioni di Zaniolo e Pellegrini, le basi su cui costruire la futura Roma. Tutto in ballo il destino degli attuali dirigenti: probabilmente in una prima fase sono destinati a restare Fienga e Calvo, con gli altri (Baldini compreso) più vicini all’uscita. Saranno giorni frenetici, c’è una stagione da preparare in poco tempo. Lo scrive Il Tempo.

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