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Cuore di Dzeko: prima c’è Dalia, poi la Roma. È sempre Edin il vero leader

Archiviate in fretta le emozioni per la nascita della figlia Dalia avvenuta ieri mattina, Edin Dzeko è corso all’aeroporto per prendere un volo e raggiungere i compagni a Cagliari.

Poi subito in campo, a conquistare un faticoso 2-2, santificato dalle reti di Rog e Walukiewicz (nel primo tempo), Under e Mkhitaryan (nella ripresa). Nonostante l’inizio del campionato sia lontano solo una settimana, la condizione del bosniaco e della sua squadra è quella che è: rivedibile. E poiché Fonseca sceglie di passare quasi subito dal 3-4-2-1 all’antico 4-2-3-1, l’attaccante si sgola nel dare consigli ai compagni, soprattutto Karsdorp, in partenza unico nuovo (si fa per dire) rispetto alla scorsa stagione.

Fonseca spera che Smalling arrivi davvero – come sembra – prima dell’inizio del campionato. Per parte sua, Dzeko lotta, e dopo il gol di Under, c’è il suo zampino nel successivo pari, perché è suo il tiro che Cragno respinge su piedi di Mkhitaryan. Al minuto 23 della ripresa arrivano i saluti, con Dzeko che dà la fascia a Perotti. La testa di Edin sembra piena di pensieri. Sa che la Juve può dargli delle garanzie tecniche che in questo momento la Roma (che per questo non molla Milik, offrendo 15 più bonus o prestito con riscatto), neppure con l’arrivo dei Friedkin, è in grado di dargli. La Gazzetta dello Sport.

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