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L’amara parabola di Riccardi, il talento emarginato

Se non troverà una squadra, rimarrà ai margini del calcio professionistico

Dalla trattativa con la Juventus all’oblio mediatico. Dal contratto principesco all’emarginazione tecnica. La parabola di Alessio Riccardi, talento classe 2001 della Roma, ha preso una traiettoria scivolosa, di quelle che possono cancellare i sogni. E neppure un recente avvicinamento alla Primavera di De Rossi è servito a rasserenarlo. Il ragazzo ha l’umore sotto i tacchetti e in questo momento ha bisogno di una sferzata di fiducia che soltanto uno shock positivo potrebbe generare.

Inserito nella lista degli sgraditi a inizio stagione, Riccardi si è alleato spesso da solo o con i ragazzini del 2004. Poi la società ha pensato di farlo giocare nel campionato Primavera come fuoriquota. Ma la situazione non è stata semplice da gestire: dopo la prima partita, datata 18 ottobre, Alessio è tornato in campo il 7 novembre e poi un’ultima volta il 19 dicembre, appena prima di Natale: in tutto ha erogato 2 gol e 1 assist ma non ha ritrovato la luce negli occhi.

Adesso, con il mercato imminente, Riccardi non ha la lucidità per capire cosa sia giusto fare. Non vorrebbe staccarsi dalla Roma, non definitivamente, ma al tempo stesso conosce benissimo la posizione della società: se non trova una squadra, rimarrà ai margini del calcio professionistico. Essendo una persona estremamente sensibile, sta soffrendo molto lo smarrimento. Il futuro è pieno di incognite. Ma il presente forse è peggio.

Si legge sul Corriere dello Sport.

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