Resta in contatto

Rassegna Stampa

Allenare anche il pubblico: la mossa special del marziano

Lo Special One come un marziano sul pianeta Roma

Ma era o non era un marziano quello sbarcato nella Capitale all’inizio di luglio dello scorso anno? Perché meravigliarsi, quindi, se ‘sto marziano ha cominciato ad allenare anche i tifosi? A Roma una cosa del genere non si era mai vista, è vero; da queste parti, però, non s’era mai visto neppure uno come Mourinho. Roma Caput Moundi.

José si è preso un po’ di tempo, ha studiato uomini, cose e ambiente e ha stabilito che serviva una mossa Special, e cioè che andavano guidati, istruiti anche i tifosi. Come accaduto l’altra sera all’Olimpico durante il derby. Mou ha capito che poteva farlo. Che doveva farlo, anzi. Perché Roma è bella, e certe volte lo è ancora di più, però secondo il portoghese deve esserci un tempo per tutto, anche per lasciarsi andare alla gioia. Bisogna saper cogliere l’attimo. Mai prima, mai (troppo) dopo. Per migliorare gruppo e rendimento, teorizza Mou, occorre saper gestire le emozioni, trasformandole in energia positiva. Serve usare la testa. Sempre.

Non era ancora terminato il primo tempo, la Roma era avanti di tre reti e, per questo, l’Olimpico aveva cominciato a “torellare” le azioni di Abraham e compagni, sfottendo con una serie infinita di “olè” la squadra avversaria. Come se tutto fosse stato già deciso, come se la partita fosse stata già vinta, anzi stravinta. Mou, più incazzato che infastidito, si è rivolto alla sua gente e ha ordinato di tacere, rafforzando con tutto il corpo quel diktat. C’è chi sospetta che, in realtà, l’abbia fatto solo per scaramanzia o per attirare su di sé l’attenzione, sta di fatto – però – che la gente gli ha dato retta, ha accettato l’ordine e ha ripreso a tifare solo pro e non più contro. La Roma ha continuato a controllare serenamente il gioco e alla fine ha stravinto il derby. Lo scrive “La Repubblica”.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa