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Amarcord, 8 maggio 1983: la Roma è Campione d’Italia. Le immagini del secondo Scudetto (VIDEO)

La Roma ottiene il suo secondo titolo nazionale in trasferta allo stadio Luigi Ferraris. Dopo quarantuno anni di attesa, i colori giallorossi tornano a trionfare in Serie A 

8 maggio 1983. Una data scolpita nei cuori dei tifosi giallorossi, storica, poiché quell’8 maggio di 38 anni fa, la Roma si cuciva sul petto il suo secondo scudetto. L’unico rammarico, se così si può definire, è legato alla sfortuna del calendario, che vuole che la partita della vittoria matematica non sia tra le mura amiche dello stadio Olimpico, ma a Genova, allo stadio Luigi Ferraris. Eppure quelle centinaia di chilometri che separano Roma dal capoluogo ligure non possono arrestare la gioia dei tifosi giallorossi, accorsi a migliaia per assistere alla definitiva vittoria della Roma. Alla squadra di Liedholm basta un punto per laurearsi campione d’Italia, al Genoa di Simoni basta un punto per agguantare la salvezza: la partita finirà 1-1, accontentando entrambe le squadre.


La Roma parte al trotto, ma dopo pochi minuti mette subito in mostra le qualità che hanno reso la squadra la prima della classe: al 19′ Bruno Conti serve da calcio d’angolo Agostino Di Bartolomei, il quale aggiusta il pallone e serve in area Roberto Pruzzo, che con il suo classico colpo di testa mette in rete il gol del vantaggio giallorosso.

Il momento della rete romanista

La rete romanista scompone gli equilibri che si erano venuti a creare, per questo nessuno si scompone quando, al 42′, Fiorini mette in porta la rete del pareggio genoano. Fischio finale, si va a riposo. Il secondo tempo si gioca, ma è come se in realtà non si giocasse, con entrambe le squadre pronte ad attendere il fischio finale. I tifosi giallorossi, accorsi in migliaia, cominciano ad avvicinarsi al campo, aspettando quel 90′ minuto atteso da più di quarant’anni. Finalmente quel momento arriva, l’arbitro D’Elia fischia per tre volte, la Roma è Campione d’Italia.

L’invasione di campo dei tifosi romanisti, a pochi minuti dal fischio finale

I tifosi si riversano in campo per abbracciare i loro beniamini, autori di un’impresa unica, vincitori di un titolo rivaleggiato con una Juventus tra le più forti di sempre. Liedholm viene letteralmente sommerso dalla folla, osannato da eroe quale fu, così come il resto della squadra, che a fatica riesce a ritrovare la strada per lo spogliatoio.

“Questo scudetto della Roma è una cosa grandissima, per me e per tutti”, dirà Paulo Roberto Falcao. “È stata la migliore Roma da quando sono Italia perché prima ci sono stati dei giocatori che hanno fatto del meglio, e allora io vorrei in questo momento dedicare e dire che la vittoria è pure di quella gente che era il primo anno con me qui, tanta gente non vorrei dimenticare qualcuno però come Turone, Scarnecchia, Santarini quella gente che con noi ha costruito questa squadra. Il merito non è di questa squadra, il merito è del campionato 80/81 e 81/82, sono due campionati giocati bene senza vincere Scudetto, abbiamo appreso in esperienza e senz’altro quei giocatori senz’altro quasi la stessa cosa di questi giocatori che hanno vinto lo Scudetto”.

Agostino Di Bartolomei, ancora con l’accappatoio, tira le somme del campionato giallorosso: “Le somme sono che la Roma in tre campionati è la squadra che è stata più in testa di tutti quanti, la squadra che in tre campionati ha espresso il miglior gioco, ha colto lo Scudetto forse nel suo anno migliore quando c’è stata una sintesi un po’ di tutte le cose. Ovviamente c’è grande entusiasmo per una città che arriva a questo titolo dopo quarantuno anni. È anche giusto”.

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