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Rovinati dal VAR, cambi a Lissone: sarà rivoluzione

Il designatore Gianluca Rocchi è apprezzato e stimato da tutti gli arbutri, ma il responsabile Var non fa parte della commissione CAN: rivoluzione nell’AIA?

Il paradosso del VAR: all’origine, presentato come aiuto , per un arbitro; nel mezzo, mal utilizzato, adesso strumento che fa sbagliare l’arbitro. L’ultimo esempio, la Roma, che giustamente adesso si sente nel mirino (a Trigoria non si capacitano: perché Medel la scorsa settimana no e Karsdorp lunedi sera a Firenze sì?). Il problema è serio, tanto che qualcuno ha pensato che si stesse remando contro, addirittura al designatore Rocchi, che invece gode della stima e dell’appoggio di tutti i suoi arbitri.

Il responsabile del VAR è Alessandro Stagnoli, che non è nella commissione CAN e il VAR, da assistente quando era in campo, non sapeva neanche cosa fosse. Anche in questo, le scelte dei vertici dell’AIA non sono state lungimiranti.

Ci vorrebbe una rivoluzione, un vero responsabile VAR- Uno come Damato, che è stato allontanato post elezione (c’è l’opzione Mazzoleni). Cosi come sarebbe necessario un nuovo responsabile dei rapporti con le società (il lavoro di Giannoccaro pare non abbia raccolto grandi proseliti fra i club) e un giro di vite ai giudizi della CAN per far crescere davvero gli arbitri.Al momento la rivoluzione si limita alle promozioni e alle dismissioni. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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