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Darboe: “La Roma è come una famiglia, mi ha aiutato tanto. Mourinho è duro ma ti fa crescere”

Venezia Roma

Il centrocampista si racconta sulla piattaforma FIFA+

La piattaforma FIFA+, gratuita e recentemente inaugurata dalla FIFA, ha condiviso la storia di Darboe tramite un documentario dal nome “Ebrima Darboe: Rome’s adopted son”. Il giocatore giallorosso si racconta, ricordando anche il sofferto viaggio dal Gambia alla Sicilia. Di seguito uno stralcio delle sue parole:

La Roma

“La Roma per me è come una famiglia, mi ha aiutato tanto. Mi hanno fatto capire quanto credevano in me. Perché quando sono arrivato volevo continuare la scuola e loro mi hanno aiutato a proseguirla. Di recente ho creato una fondazione, un’accademia con cui posso aiutare i ragazzi del mio Paese per aiutarli ad avere un futuro migliore.”

Il viaggio dal Gambia

“In Gambia era diverso, andavo con amici in campi senza scarpini, scalzi… Giocavamo quasi tutto il giorno e ci divertivamo un sacco, veramente bello. Ma i ragazzi lì in Africa rischiano la vita, perché vai a scuola, finisci la scuola e non hai un lavoro. Giochi a calcio, o fai qualcos’altro, dopo un po’ smetti, perché non vai avanti. Io sono partito per l’Italia senza avvisare i miei genitori, perché se lo avessero saputo non mi avrebbero lasciato andare, ero molto giovane. Ma ho deciso di partire per cercare una vita migliore. Ero partito col pallone perché mi piaceva sempre avere il pallone, di giocare, ma nel viaggio è durato poco. Io nemmeno al mio nemico peggiore consiglierei di intraprendere questo viaggio. In Gambia sentivo dire ‘Vedi questo è partito, ora è in Italia, quest’altro è in Spagna’. Ma non pensavo che fosse così pericoloso. Poi una volta che parti, sei dentro, tornare è impossibile.”

L’arrivo in Sicilia

“A Catania mi hanno portato subito in una casa-famiglia. Dietro c’era lo stadio di Catania. Io stando in camera, dalla finestra vedevo il campo lì accanto. Stavo lì e pensavo ‘Oh, chissà, magari un giorno giocherò lì in prima squadra.”

Le parole di Miriam Petruzzi, talent scout che scopre Darboe a Rieti

Mi colpì per l’intelligenza calcistica. Era esile, 48-50 kg, però con una sveltezza di pensiero che poche volte ho visto nei miei continui scouting per il mondo. Ricordo che la prima cosa che gli dissi fu: ‘Ma come fai a giocare con le gambe così magre?”

Le parole dei ragazzi del centro accoglienza di Rieti

“Non ci siamo sentiti gratificati perché lui era in Serie A, ci siamo sentiti gratificati perché lui è riuscito a esaudire il suo sogno.”

Su Alberto De Rossi. Fonseca e Mourinho 

“E’ stato come un padre. Mi ha aiutato tanto nella crescita. Sono arrivato trequartista e poi con lui ho giocato mezz’ala e mediano. Fonseca mi ha regalato un sogno facendomi esordire. Grazie alla Primavera ho capito cosa significava il derby. Prima di quello in prima squadra il mister mi ha consigliato di giocare semplice ed è andata bene. Mister Mourinho è un grande e ti dà molte motivazioni, anche fuori dal campo. A noi giovani serve uno così, è duro ma ti fa crescere”

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