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Lega Serie A: scontro furioso tra il presidente Casini e l’amministratore delegato De Siervo sui diritti tv delle partite per il Medio Oriente

Si è scatenata una lite furibonda tra Casini, il presidente della Lega Serie A, e l’AD De Siervo

Lite furiosa in Lega Serie A tra il presidente e l’amministratore delegato. Uno scontro mai visto tra i due vertici della cosiddetta “confindustria del Calcio”, sempre più simile però a un condominio. Il motivo della lite: ancora la questione dei diritti per il Medio Oriente. L’ad De Siervo aveva portato (da settimane) sul tavolo dei club un’offerta degli Emirati arabi per trasmettere il campionato italiano. Circa 60 milioni di euro. Offerta però osteggiata da alcuni club, in testa Napoli e Fiorentina.

Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A e presentato per questo ruolo proprio da De Laurentiis e Barone, ha però calato un asso a sorpresa sul tavolo. E ha presentato in assemblea un‘offerta di Be-In Sports, il canale del Qatar, sin qui ai ferri cortissimi con la Serie A che aveva fatto affari con i loro (ex) nemici storici dell’Arabia Saudita. Il problema è che la competenza delle offerte è dell’ad, non del presidente.

Ma anziché informare De Siervo dell’offerta, ha incontrato personalmente gli emissari di Be-In (che vorrebbe trasmettere la Serie A su un canale dedicato, mentre Abu Dhabi offriva il più vantaggioso scenario di una trasmissione su canale generalista). A quel punto, i club hanno fatto scattare lo stop all’offerta emiratina. Col rischio di sfiduciare l’ad De Siervo. 

La cosa ha fatto andare su tutte le furie De Siervo. Nella discussione dell’assemblea – da remoto, quindi tutto rigorosamente on line – sono volate tra ad e presidente recriminazioni, richiami allo statuto, è stata persino rinfacciata la gestione del ricorso sulla questione dell’indice di liquidità. In pratica, una raffica di accuse reciproche, di recriminazioni vicendevoli, di panni privati lavati in piazza, scaraventando sul tavolo della discussione questioni interne tra i due. E lasciando sbigottiti gli altri dirigenti collegati, coinvolti in una piazzata senza precedenti, tra due dirigenti apicali del calcio italiano. Lo scrive La Repubblica.

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