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Il Lego e le cene fra amici. La normalità di Dybala, star della porta accanto

Il ritratto della Joya

“U Picciriddu” adesso è diventato grande, quella maglia, che gli stava talmente grande da sembrare una tunica da “pretino, ora gli calza a pennello. Con la maglia della Juventus è maturato, è diventato uomo, con quella della Roma vuole diventare immortale. Perché vincere a Roma è diverso, “conta di più” ripete spesso il tifoso giallorosso. La Joya ha accettato l’idea e ora vuole entrare di diritto nella storia del club. Paulo Dybala è il colpo dell’estate, l’urlo colmo di passione e ambizione dei Friedkin all’intera Serie A, il campione dal sorriso timido e diffidente, quello con lo sguardo del ragazzo della porta accanto, senza eccessi o storie da “bad boy”. Il successo non lo ha cambiato, è rimasto lo stesso che quel giorno, all’aeroporto di Palermo, venne scambiato per un bambino invece dell’ultimo colpo messo a segno dal club siciliano. Sensibile, riservato, molto legato alla sua famiglia, che ha origini napoletane. In campo invece si trasforma in un talento puro, geniale, creativo, rapido e letale sotto porta. E uno che ha il cuore sensibile, come hanno testimoniato le lacrime nell’ultima sfida con la Juventus, non potrà che rimanere conquistato dall’affetto che sta per travolgerlo, il muro delle emozioni crollerà, facendo vedere a tutti la sua Joya di essere ora romanista. Ma non vi aspettate di leggere notizie extra campo che lo riguardano: Dybala è il prototipo (qualora esistesse davvero) del campione “normale”, amante della semplicità e delle cene con gli amici, dei suoi cani Bowen e Kaia, della forma fisica.

Quali le grandi passioni della Joya, oltre a quel pallone che rotola? Dybala è un grande amante dei Lego: si racconta di un Tower Bridge montato fino a tarda notte perché “non si dorme finché non è finito”. A casa ci sono costruzioni enormi, che faranno parte del materiale da trasloco verso la Capitale. Ma non solo: Paulo è un grande appassionato del gioco degli scacchi, un’eredità lasciata dal papà Adolfo, passione che non trova però corrispondenza nel mondo del calcio. È un grande collezionista di maglie e fan numero uno della sua amica Rihanna. Amante del pesce, a Roma sarà costretto a scoprire il gusto dell’amatriciana. Ma non divora solo buon cibo, ma anche le serie tv: “Peaky Blinders” la sua preferita, il Gladiatore uno dei film che ha visto più volte. Casualità, Russel Crowe è tornato a visitare il Colosseo proprio in questi giorni. E poi c’è il tennis, l’amicizia con Matteo Berrettini e Alcaraz, l’adorazione per il mito Federer. Infine la parte dell’animo più nascosto, impegnato nel social con il fratello Gustavo nella fondazione Sonrisa o finanziatore di attività benefiche di mamma Felicia, in arrivo in Italia nella giornata di oggi, nel Nepal. Dimenticavamo: recentemente Paulo si è gustato il documentario su Michael Jordan, “The Last Dance”. Il campione che si esaltava quando la famiglia era presente sugli spalti, il fenomeno che tornava ragazzo, giocando senza pressione ma riuscendo a mandare in visibilio i tifosi con giocate e punti. E qualcuno del suo team gliel’ha sussurrato all’orecchio: “Stai cercando questo? Allora la Roma è quello che fa per te”. L’Olimpico, in effetti, non vede l’ora: la Joya sta arrivando. Lo scrive “La Repubblica”.

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