Florent Ghisolfi ha parlato ed è tornato operativo al 100%. Dopo il suo sbarco a Roma e un graduale accantonamento sull’altare dell’ego e dell’assoluta operatività dell’ex CEO Lina Souloukou, ora il dirigente francese è rimasto l’unico uomo al comando dell’area sportiva di Trigoria.
In attesa di capire se, quando e chi i Friedkin eventualmente sceglieranno per rifondare l’intero organigramma amministrativo e sportivo del club, l’ex ds del Nizza sta già lavorando in vista di gennaio, di concerto con il tecnico – Ivan Juric – che ha delle necessità chiare in funzione dell’attuale rosa a disposizione.

Ruoli e obiettivi
La caotica estate romanista, con il passaggio dal 4-3-3 al 3-5-2 e poi al 3-4-2-1 come sistema di gioco definitivo, ha partorito una rosa chiaramente incompleta, non tanto numericamente, quanto per caratteristiche, soprattutto in alcuni ruoli per interpretare al meglio il calcio predicato dal tecnico croato.
Manca un vice Dovbyk dotato di una certa fisicità e in grado di lavorare anche spalle alla porta; sugli esterni al di là del numero citato da Ghisolfi, nella ‘conferenza stanza’ di qualche giorno fa (‘abbiamo 7 calciatori che possono giocare sulle fasce’), la realtà racconta di soli 3-4 calciatori realmente coinvolti nel progetto; i difensori centrali di ruolo sono 4 e al momento non sono neanche tutti coinvolti, con l’obbligo per Juric di adattare nel terzetto difensivo Angelino stabilmente e Celik all’occorrenza.
Insomma in entrata le necessità appaiono già chiare ad ottobre e per questo Ghisolfi tra alcune posizioni contrattuali da valutare con attenzione in termini di rinnovi (Svilar, Pisilli il caso Zalewski) e l’attualità del campo, ha iniziato a incontrare una serie di agenti che stanno proponendo diversi calciatori in vista di gennaio.

Dalla Joya ad El Shaarawy: parecchi sono in bilico
Una sessione, quella invernale che potrebbe essere qualcosa in più di una classica finestra di riparazione. Perchè da valutare ci sono anche le singole vicende di alcuni calciatori potenzialmente in uscita, che potrebbero generare ulteriori risorse utili da investire.
A cominciare da Dahl – acquistato dal Djurgarden per circa 4 milioni – che finora non ha maturato neanche un minuto ufficiale in prima squadra. Bocciato da De Rossi, accantonato da Juric, lo svedese a gennaio andrà a giocare a meno che non arrivi un’offerta cash che consenta alla Roma di rientrare dell’investimento.
Spinose le situazioni di Paredes e Dybala: i due argentini hanno condizioni contrattuali diverse, con il centrocampista in scadenza a giugno e voglioso di tornare al Boca. La Joya ha un rinnovo automatico che scatterà per un’altra stagione dopo un tot di presenze. In entrambi i casi però c’è la concreta possibilità che a gennaio possano salutare la capitale.
Paredes potrebbe anticipare il suo rientro in Argentina, considerato anche lo scarso minutaggio che finora ha avuto. D’altronde, anche per caratteristiche, non appare il mediano ideale del centrocampo a due prediletto da Juric. Tra Dybala e l’allenatore croato c’è una grande stima e una conoscenza che risale ai tempi di Palermo. La Roma però già la scorsa estate era entrata nell’ordine di idee di affrancarsi sportivamente dall’ex bianconero e a gennaio mete esotiche (come l’MLS) potrebbero tornare alla carica, considerato che varrà come ad agosto la clausola rescissoria per l’estero.
El Shaarawy è un altro calciatore che, complice anche un certo logorio fisico, potrebbe lasciare Trigoria già a gennaio. L’arrivo di Saelemaekers, la riabilitazione di Zalewski (sempre che non venga ceduto anche il polacco), l’utilizzo di Angelino con l’arrivo di un altro difensore centrale, chiudono spazi utili al Faraone che finora ha disputato un inizio di stagione letteralmente allarmante sotto tutti i punti di vista. Anche il suo contratto è in scadenza a giugno e questa volta il rinnovo appare lontanissimo.
Attenzione anche a Shomurodov. Imminente il suo rinnovo contrattuale, che consentirà alla Roma di ridurre ulteriormente i costi di gestione tra emolumento lordo e ammortamento. Se dovesse arrivare un’altra punta, l’uzbeko potrebbe essere piazzato altrove.



Pensa tu… Ad uno sprovveduto del genere non farei gestire neanche una pompa di benzina. Sarebbe capace di fare il pieno di diesel ad una Testarossa.