L’Athletic non compra, cresce: il segreto del modello basco che sfida la Roma

L'avversario dei giallorossi negli ottavi di Europa League: tra tradizione, orgoglio e un modello calcistico inimitabile

Athletic Bilbao

Il sorteggio degli ottavi di finale di Europa League ha messo di fronte la Roma e l’Athletic Bilbao, una squadra che rappresenta l’essenza di un calcio radicato nella tradizione e nell’identità locale. Con il match d’andata in programma il 6 marzo all’Olimpico e il ritorno al San Mamés il 13 marzo, i giallorossi si preparano a sfidare uno dei club più iconici della Spagna, la cui storia e filosofia sono senza pari.

L’Athletic Bilbao non è solo una squadra calcistica, ma un simbolo della regione deiPaesiBaschi. Conosciuti per il loro leggendario “modello basco“, i Rojiblancos tesserano solo giocatori nati nei Paesi Baschi o provenienti dalla regione, mantenendo una forte connessione con il territorio. Sebbene ci siano delle eccezioni, come il caso di calciatori non baschi ma comunque cresciuti nel settore giovanile del club, la filosofia di bilanciare la tradizione con l’innovazione resta al centro del progetto.

Tutto parte da Lezama: la “ragnatela” dei Rojiblancos

Il club vanta un impianto giovanile all’avanguardia situato a Lezama, a pochi chilometri da Bilbao, che si estende su 147.000 m². Qui, oltre 20 tecnici e scout lavorano a stretto contatto con le squadre affiliate per scoprire e sviluppare talenti fin da piccoli. Ogni anno, i giovani calciatori delle affiliate vengono monitorati e allenati per crescere all’interno del sistema Athletic, un processo che combina metodi di allenamento moderni con un’incredibile attenzione al dettaglio.

La formazione dei giovani all’interno di questa “ragnatela” di 160 società affiliate è qualcosa di speciale. Mentre la maggior parte dei club si affida al calciomercato per rafforzarsi, l’Athletic si concentra sullo sviluppo dei suoi calciatori interni, studiando da tre a quattro anni in anticipo le posizioni da coprire e migliorando individualmente ogni giovane, dal punto di vista fisico, tecnico e psicologico.

Per fare ciò, l’Athletic Bilbao ha costruito un sistema giovanile altamente strutturato, incentrato su due seconde squadre che fungono da trampolino di lancio verso la prima squadra: il Bilbao Athletic, che milita in terza divisione, e il Basconia, che gioca in quinta divisione. Esperienze che offrono ai giovani calciatori la possibilità di confrontarsi con il calcio professionistico fin da subito, mettendoli alla prova in un contesto competitivo. Di prosegue poi con la formazione under-19, l’equivalente della Primavera italiana, composta da ragazzi tra i 17 e i 18 anni, fino agli under-17 e alle categorie inferiori. Ogni gruppo è studiato per garantire uno sviluppo fisico, tecnico e mentale ottimale, preparando i giovani ad affrontare le sfide del calcio di alto livello. Un sistema che permette al club di coltivare i propri talenti internamente, evitando di dipendere dal mercato per rinforzare la rosa e mantenendo alta la competitività.

Come Totti e De Rossi, a Bilbao i più forti rimangono “in casa”

Ma perché i migliori non vanno via da Bilbao? La permanenza media di un calciatore all’Athletic è di sette anni, una delle più alte in Europa. I giovani talenti sanno che, se fanno bene, hanno la possibilità di arrivare in prima squadra e restarci a lungo. Proprio per questo, calciatori come Iñaki Williams e Nico Williams non hanno mai avuto intenzione di lasciare Bilbao: l’Athletic offre loro un percorso concreto, una famiglia e un’opportunità che difficilmente troverebbero altrove.

Grazie al modello dettagliato di sviluppo e alle grandi capacità di un settore giovanile all’avanguardia, la squadra è riuscita a mantenere un’identità forte, vincendo trofei e sfidando le grandi della Liga, grazie ad una filosofia non si limita a guardare al presente, ma costruisce il futuro con pazienza e meticolosità.

Ripartenze e dinamicità: i fratelli Williams al servizio di Valverde

LAthletic Bilbao gioca un calcio dinamico e veloce, con un forte focus sulla fase offensiva. La squadra sfrutta al massimo la velocità dei suoi giocatori per costruire attacchi rapidi e incisivi, basati su passaggi in profondità e cross precisi dalle fasce. Il 4-2-3-1 adottato da Ernesto Valverde permette ai giocatori di inserirsi con facilità in attacco, utilizzando anche la fisicità dei centravanti per finalizzare le azioni. I fratelli Williams, Nico e Iñaki, sono i principali trascinatori della squadra grazie alla loro rapidità e abilità nel dribbling, mentre Alex Berenguer, un volto noto della Serie A, aggiunge ulteriore qualità alla manovra offensiva.  Le ripartenze in contropiede sono una delle armi più letali dell’Athletic, che lo scorso anno ha mostrato anche una grande solidità difensiva, con soli 37 gol subiti, il secondo miglior record della Liga dopo il Real Madrid.

Formazione tipo (4-2-3-1): Simón; De Marcos, Vivian, Yeray, Bechiche; Díaz, Jauregizar Alboniga; I. Williams, Sancet, N. Williams; Guruzeta.
All: Valverde.

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