José Mourinho ha risposto alle critiche dopo la squalifica di quattro giornate inflitta dalla Federazione turca per le sue dichiarazioni sulla panchina del Galatasaray. L’allenatore portoghese, intervistato da Sky Sports UK, ha difeso la propria posizione, sottolineando come le accuse rivoltegli siano ingiuste e prive di fondamento.
Le parole di Mourinho: “Non posso scendere al livello di Buruk”
L’episodio che ha portato alla sanzione risale al derby contro il Galatasaray, quando Mourinho aveva affermato che gli avversari “saltavano come scimmie in panchina”. Le sue parole hanno scatenato un acceso dibattito in Turchia, culminato nella decisione della Federazione di sospenderlo per quattro turni.
In merito alla vicenda, l’ex tecnico di Inter, Real Madrid e Roma ha dichiarato: “Non posso fare certe mosse in panchina, non posso scendere al livello di Okan Buruk. Il modo in cui mi hanno attaccato non è stato intelligente. Non sanno nulla del mio background, delle mie relazioni con giocatori africani, delle associazioni benefiche con cui collaboro. Invece di attaccarmi, si è ritorto contro di loro”.
Mourinho ha anche contestato la decisione del consiglio disciplinare, facendo riferimento a una presunta mancanza di neutralità nel verdetto: “Il giorno in cui mi è stata data la squalifica, sono apparse immagini del presidente del consiglio disciplinare che festeggiava con una maglia del Galatasaray. Questo è l’unico modo per comprendere la portata dell’incidente.”
Nonostante la polemica, il tecnico ha trovato sostegno in molti ex giocatori, che hanno difeso la sua reputazione: “Anche persone che non mi amano mi hanno supportato. I miei ex giocatori sono stati una voce importante in questa vicenda. Tutti conoscono i miei difetti, ma il razzismo non è tra questi.”


