Da quando Claudio Ranieri è tornato alla Roma, la squadra giallorossa si è letteralmente trasformata sia nel rendimento collettivo sia, ovviamente, in quello individuale, vista la rinascita o la ripartenza di diversi interpreti.
A dispetto dell’etichetta di difensivista, che accompagna la sua carriera da diversi decenni, Sir Claudio in questa sua terza avventura romanista è riuscito finora ad abbinare alla sua innata capacità di gestore di menti e risorse, anche una interessante evoluzione di natura tecnico-tattica.
La nuova Roma di Ranieri, mutevole e cangiante non solo in base alle caratteristiche degli avversari ma anche e soprattutto in funzione delle strategie studiate di volta in volta, ci ha regalato finora grande praticità ma anche tante partite ben giocate. E’ una squadra moderna che sa alternare diversi sistemi di gioco nel corso dei 90 minuti (variando dalla difesa a 3 pura, a quella 4 ma anche ad una formula ibrida con uno dei c.d. braccetti predisposto a creare superiorità numerica nella metà campo avversaria), non offrendo mai lo stesso volto, facile da decriptare per gli avversari.
La prestazione di Empoli, al netto dei tanti (troppi…) errori sotto porta, racconta di un predominio totale sia sul piano del palleggio, sia sul piano dell’occupazione territoriale degli spazi. La Roma in questo scorcio di stagione con Sir Claudio in panchina, ha affrontato gare nelle quali ha saputo infatti palleggiare e dominare l’avversario, ma anche accettare le qualità offensive degli attacchi affrontati in alcune sfide, amplificando la ricerca delle verticalizzazioni.
Ci sono state sfide in cui l’asse Paredes-Dybala è stato fondamentale per decriptare la pressione avversaria, altre in cui la ricerca dell’ampiezza sugli esterni – con Saelemaekers e Angelino principali protagonisti – ha permesso ai giallorossi di scardinare linee difensive, brave in marcatura ma facili da sfaldare se spostate da una parte all’altra.
I numeri in questo senso sono un ausilio fondamentale, a supporto di questa tesi: dei 49 gol segnati finora su 25 gare ufficiali con Ranieri in panchina (quasi 2 di media a partita), ben 36 – dunque il 73% – sono arrivati su azione manovrata e nella maggior parte dei casi con cross dalle corsie laterali per gli attaccanti o per gli inserimenti dei centrocampisti.
Completano la statistica 1 autogol, 6 reti dal dischetto e 4 su calcio piazzato (3 angoli e 1 su punizione diretta).
Ampiezza, superiorità numerica su un lato del campo, per poi spostare rapidamente il pallone aggredendo il lato opposto del campo, palleggio basso e improvvise verticalizzazioni. Tante direttrici diverse di gioco che rendono oggi la Roma difficile da affrontare.


