Arrivato nella Capitale nell’estate del 2024 a titolo definitivo dalla Juventus, per una cifra intorno ai 30 milioni di euro, Matías Soulé era considerato uno dei talenti più interessanti del panorama calcistico italiano, oltre che un preziosissimo rinforzo per la Roma, all’epoca ancora di De Rossi. A giudicare dai numeri, e da ciò che si è visto in campo, i primi mesi in giallorosso, però, sono stati tutt’altro che semplici per l’esterno. Complice l’abbondanza di alternative nel reparto offensivo, il travaglio di allenatori, il clima di tensione generale tra i tifosi, e la necessità di adattarsi al gioco della squadra, l’argentino ha di fatto trascorso gran parte del girone d’andata relegato in panchina.
Claudio Ranieri stesso, subentrato a novembre, ha preferito inizialmente affidarsi a giocatori più rodati, utilizzando Soulé con il contagocce e spesso solo a gara in corso. Le sue prime apparizioni avevano mostrato lampi del talento che aveva fatto intravedere nelle precedenti esperienze, ma non sufficienti a garantirgli un posto fisso nell’undici titolare. Nonostante il momento difficile, Soulé ha continuato a lavorare sodo, specialmente nell’ultimo periodo, guadagnandosi progressivamente la fiducia del tecnico, probabilmente grazie alla sua dedizione in allenamento e alla sua capacità di offrire soluzioni imprevedibili in fase offensiva, grazie a quel pizzico di creatività che sul terreno di gioco lo distingue dagli altri compagni.
I primi mesi del 2025: contributo tattico e prestazioni decisive
Con l’inizio del nuovo anno, la situazione di Soulé ha preso una svolta decisiva. Ranieri ha iniziato a concedergli sempre più spazio, comprendendo quanto potesse essere un’arma in più per la Roma. La sua capacità di giocare sia da ala destra che da trequartista, ha sicuramente offerto alla squadra una maggiore flessibilità tattica, permettendo all’allenatore di variare l’assetto offensivo a seconda delle necessità settimanali.

Una delle qualità più evidenti del ragazzo è la sua abilità nel saltare l’uomo. Nel dribbling secco è tra i migliori del campionato, con una percentuale di dribbling riusciti superiore al 55%. Finora, il momento chiave della sua stagione è stato probabilmente il gol su punizione contro il Parma, una traiettoria perfetta che ha permesso alla Roma di portare a casa tre punti preziosi, proprio come nella sfida di ieri a Empoli, con la rete lampo, segnata dopo appena 22 secondi dal fischio d’inizio, per un gol che ha regalato ai giallorossi una vittoria fondamentale per la corsa europea.
Numeri, statistiche e prospettive per il finale di stagione
I numeri di Soulé nel 2025, dunque, testimoniano la sua crescita. Dall’inizio dell’anno ha collezionato 11 presenze in Serie A, segnando 2 gol. Ma oltre alle statistiche offensive, c’è un altro aspetto sull’importanza tattica: il pressing. Soulé è tra i giocatori che recuperano più palloni nella trequarti avversaria. Ranieri, non a caso, lo ha più volte elogiato per la sua capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco, requisito fondamentale per chi vuole imporsi nel calcio moderno.
Con la Roma ora in piena corsa per un posto in Europa, dunque, l’argentino sarà chiamato a un ruolo da protagonista nel finale di stagione. Le prossime partite diranno molto sul suo futuro: continuare su questa strada significherebbe per lui non solo garantirsi un posto fisso nell’undici titolare. Per ora, dunque, Soulé deve pensare solo a dare tutto sul campo; se continuerà su questa strada, il suo 2025 potrebbe rivelarsi molto più sorprendente di quanto si possa immaginare.



Questo è fino ad adesso il vero articolo adatto a lui
Per ora va bene in queste partite di bassa classifica, Dybala è un altra cosa e decide anche le partite più complicate