Stadio della Roma, Veloccia: “Basta con le ricostruzioni false e fantasiose”

Le parole dell'assessore all'Urbanistica: "Ieri alla Roma è stato impedito di avviare attività perfettamente note"

Veloccia

L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha rilasciato un’intervista a La Presse parlando delle polemiche successive al riavvio della fase degli scavi archeologici necessarie prima della presentazione del progetto definitivo dello stadio della Roma che dovrà sorgere a Pietralata.

Ecco le sue dichiarazioni: “Come abbiamo più volte ribadito, il confronto con comitati e rappresentati politici contrari alla costruzione dello stadio non è stato mai negato e mai lo sarà. Tuttavia confondere, o far finta di confondere, la disponibilità al dialogo con la pretesa di interdire le scelte che un’amministrazione ha il diritto/dovere di compiere, è quanto di più lontano possa esserci dal rispetto del confronto democratico. E quando questo atteggiamento viene portato alle estreme conseguenze, si trasforma in atti di prepotenza che non possono essere tollerati. Basta quindi con le ricostruzioni false e fantasiose, che sanno di farsa”.

Veloccia ha aggiunto: “Ricapitoliamo, una volta per tutte: ieri alla Roma è stato impedito, da parte di alcune decine di persone, di avviare le attività di indagini archeologiche che erano perfettamente note, annunciate e autorizzate. Di fronte alla situazione di nervosismo abbiamo chiesto alla Roma di sospendere queste operazioni perché ci è stato detto che i comitati non conoscevano esattamente cosa si stesse per fare e con quali atti autorizzativi. Oggi li abbiamo convocati per dipanare ogni dubbio che peraltro non c’era, visto che gli stessi rappresentanti dei cittadini hanno affermato che erano a piena conoscenza delle attività previste e delle relative autorizzazioni. Di fronte alla richiesta di non effettuare gli scavi archeologici, rimandandoli in successive fasi, abbiamo ribadito che questo non era possibile e che se qualcuno riteneva illegittima la procedura utilizzata poteva contestarla nelle sedi opportune, come peraltro è stato fatto in tante altre occasioni, con risultati che hanno sempre dato ragione al Comune”.

L’assessore all’Urbanistica, ha anche detto: “Quindi, zero minacce, zero intimidazioni e molta pazienza. Ma non si può confondere la disponibilità al dialogo dimostrata dal Comune, come la rinuncia ad esercitare il ruolo che una amministrazione ha, nè si può sostenere che l’esercizio di un dissenso rispetto a un’opera dia il diritto di impedirne la realizzazione ogni giorno con un motivo nuovo e diverso. Prima doveva raddoppiare il Pertini, poi c’erano i ritrovamenti archeologici, poi le case occupate, poi le cubature di Rfi, poi il rumore, ora il verde, che peraltro aumenterà e non diminuirà affatto quando tutta l’area verrà sistemata e realizzate nuove aree verdi e fruibili. È chiaro a tutti che c’è chi cerca qualsiasi motivo per impedire la realizzazione dello stadio, finanche proponendo di spostarlo per ricominciare tutto l’iter da capo. Sembra la tela Penelope, dove c’è sempre chi tenta di disfare quel che si porta avanti. Ma noi non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro e alla paralisi che ha caratterizzato la città degli anni passati”.

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