Dopo il successo ottenuto nel campionato Under 19 di Serie D, l’Ostiamare è stata accolta in Campidoglio per ricevere un riconoscimento istituzionale. A guidare la delegazione anche il proprietario Daniele De Rossi, che ha accompagnato i giovani calciatori in aula Giulio Cesare. Ad accogliere la squadra è stato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’Assessore allo Sport Alessandro Onorato, che hanno voluto complimentarsi di persona con i protagonisti di questa stagione vincente.
Le parole di De Rossi
“Sta andando tutto bene però sai questi risultati qui danno un po’ di risalto e sembra che stiamo facendo i fenomeni e invece il percorso è quello che ci aspettavamo. Grande lavoro grande impegno grande contatto con i ragazzi. Qualche intoppo ma è normale quando devi demolire e ricostruire una struttura grande come la nostra. Però siamo contenti, poi questa è una ciliegina sulla torta, sono tanto contento per loro, per il mister, per Adriano, hanno lavorato tantissimo quest’anno”.
Questo progetto dove vuole arrivare?
“Ogni tanto spunta qualche società che dice che saremo la terza squadra di Roma. Penso che Ostia per grandezza debba ambire ad essere un sostegno per Roma e Lazio, anche una società che porti qualcosa alla Roma calcistica e all’Italia calcistica proprio per quanti siamo a Ostia e per quanto viviamo di calcio. Quello è l’obbiettivo, diventare sempre più seri e professionali. Stiamo facendo grandi cose che sono meno appariscenti di uno scudetto ma stiamo facendo tante cose sia per l’Ostiamare calcistica che per l’Ostinare dal punto di vista dell’educazione per proseguire un percorso che unisca calcio e studio. Sono iniziati solo da 6 mesi i lavori e le nostre ristrutturazioni materiali e anche mentali”.
Questi ragazzi sono del 2006, la classe campione del mondo con l’Italia, ci può essere anche dalla ripartenza di questi giovani il bacino di calciatori per il suo amico Ringhio Gattuso per ricostruire la nuova Nazionale?
“L’Italia è stata e sarà sempre una nazionale che attinge dai giovani. A volte si tende a considerare giovani giocatori che non lo sono più e quindi si dovrebbe andare a cercare un po’ più in basso come fanno altre Nazionali. Alcuni di loro non fanno testo ma tanti di loro sono 2006-2007 e giocano stabilmente in squadre grandissime e nelle loro nazionali. Noi nel nostro piccolo abbiamo fatto questo. Abbiamo riconosciuto la bravura dei nostri giocatori e quindi verranno premiati ma premiandoli anche come società noi portandoli in prima squadra in ritiro e usufruendo delle loro prestazioni nel corso della stagione perché la Serie D è un campionato importante ma vede l’obbligo di schierare dei giovani. Non avevamo troppa voglia di cercarli in giro quando sappiamo di averle molti e molti bravi da noi“.


