Amarcord, 12 luglio 1982: nasce Cassano

Il fantasista barese è stato uno dei migliori talenti degli ultimi anni. La sua estrosità e il suo carattere indomito però lo hanno sempre ostacolato

Cassano

Antonio Cassano nasce a Bari, il 12 luglio 1982, esattamente il giorno dopo la storica vittoria dell’Italia ai Mondiali. Cresce in un quartiere popolare della vecchia Bari dove il calcio domina e la squadra del cuore è religione. Si distingue fin da subito per i dribbling nei cortili e per i virtuosismi in spazi ridottissimi. Entra nelle giovanili del Bari e il ct non tarda a rendersi conto che Antonio ha una marcia in più.

Esordisce in Serie A, nel derby contro il Lecce, l’11 dicembre 1999. La domenica successiva Antonio Cassano è il titolare nel match che il Bari disputa contro l’Inter. A pochi minuti dalla fine, segna un gol capolavoro e i pugliesi trionfano. La stampa del giorno dopo lo acclama a caratteri cubitali.

Il 7 Marzo 2001, la Roma acquista Cassano per ben 60 miliardi delle vecchie lire, soffiando il giocatore alla Juventus. E il primo giocatore con cui lega è Francesco Totti, il suo idolo.

Fra i due nasce una grande intesa sul campo e una grande amicizia. Ma il primo anno nei giallorossi trascorre fra belle prestazioni e giornate fiacche, incomprensioni con l’allenatore Fabio Capello e con i compagni di squadra incluse. Il ct, però, lo metterà presto in riga. E i risultati non si faranno attendere. Dodici gol tra campionato e Coppe. E si guadagna anche la maglia della Nazionale. Ma agli Europei 2004 Trapattoni non inserisce Cassano come titolare. Sarà la squalifica di Totti, per aver sputato su un avversario danese, a portare Cassano a ricoprire il ruolo di fantasista. E Cassano non delude.

Nel 2006, Antonio Cassano firma per giocare nel Real Madrid. Ma sarà tra i grandi assenti ai Mondiali di Germania 2006. È questo il momento in cui il giocatore si fa riconoscere per le sue cosiddette “cassanate”: scherzi e marachelle del suo carattere vivace e indisciplinato. Nel 2007 torna in Italia, con la maglia della Sampdoria.

Ma dopo la lite col presidente Riccardo Garrone, arriva la rottura con la società. Dal gennaio 2011, passa al Milan. Seguiranno Inter, Parma e, infine, Sampdoria.

Il 13 ottobre 2018, dopo una breve parentesi all’Entella, lascia il calcio con una lettera: “Non ho più la testa per allenarmi, ho altre priorità”.

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