I conti, per Gian Piero Gasperini, non tornano. E il tono pacato non nasconde una sostanza chiara: la Roma è ancora lontana dall’essere una squadra completa. Come riportato da Il Messaggero, il tecnico giallorosso resta fedele al progetto illustratogli da Ranieri e dai Friedkin, ma non intende nascondere la realtà. A oggi, con vari infortunati (Pellegrini, Dovbyk, Salah-Eddine) e numerose uscite, i rimpiazzi veri sono pochi: Shomurodov sostituito da Ferguson, Paredes da El Ayanoui, e Saelemaekers da Wesley, che però è già ripartito per il Brasile per motivi burocratici.
A breve arriverà anche Ghilardi, che prenderà il posto di Hummels, ma la lista dei ruoli scoperti è lunga. Il reparto offensivo è il più urgente da completare: piacciono Paixao e Raspadori, mentre restano in corsa anche Tzolis e Fabio Silva. Per la porta, si guarda a Vasquez come vice Svilar. Gasp lo sa bene: il primo a pagare è sempre l’allenatore, e per questo continua a chiedere con forza almeno cinque nuovi innesti.



Ribadisco: Gasperini umanamente mi ha sempre fatto schifo, ma i Friedkin devono accontentare le sue richieste se non vogliono ritrovarsi con le spalle al muro di fronte a tutta la tifoseria. Se anche quest’anno non dovessimo centrare la CL, non voglio che Gasperini abbia alibi. L’anno scorso i Friedkin hanno buttato al vento 100 milioni per il duo incompetente Ghisolfi-De Rossi. Ora abbiamo un DS degno di questo nome, un allenatore tecnicamente notevole e un dirigente che oltre ad intrattenere ottimi rapporti col mondo del calcio (è stato persino chiamato ad allenare la nazionale) continua, alla sua non più tenera… Leggi il resto »