Mancini: “Mi piace l’idea di calcio di Gasperini. Percepiamo i nostri miglioramenti”

Il difensore giallorosso alla vigilia di Rangers-Roma: "Faccio il mio meglio in tutti i ruoli"

Mancini

Vigilia di Rangers-Roma. Gianluca Mancini presenta insieme a Gian Piero Gasperini la sfida agli scozzesi. Dopo i passi falsi contro il Lille e il Viktoria Plzen i giallorossi devono trovare la svolta per risalire la classifica. Ecco le dichiarazioni del difensore giallorosso da Ibrox Stadium.

 

Mancini in conferenza stampa

La partita contro il Milan che risposte vi ha dato?
“Siamo d’accordo con il mister, l’unico rammarico è stato il risultato. Quello che abbiamo fatto in campo non puoi tenerlo per tutti i 90 minuti, ma ci dà consapevolezza”.

Qual è la chiave per domani? Come ti trovi da braccetto di destra?
“Domani dovremo approcciarla bene e rimanere concentrati tutti i 90 minuti. Ho giocato in tutti i ruoli, devo solo fare il mio meglio”. (“Anche centravanti”, ha aggiunto Gasperini ridendo).

Gasperini ti ha rimproverato per l’azione da cui è nato il gol del Milan?
“Tante volte io e i miei compagni di difesa vediamo un buco e ci proponiamo. Son cose che capitano, questo è il gioco del mister”. (“Perché non rimproverate Pavlovic?”, ha aggiunto Gasp ironicamente).

Da braccetto la sensazione è che tu ti diverta di più.
“Non è una questione di ruolo, io mi diverto con quest’idea di calcio”.

È più quello che toglie la sconfitta di Milano o la consapevolezza che dà la prestazione?
“La consapevolezza per me ci deve essere, sempre, alta. Non da Milano, ma da prima: con l’Inter, Sassuolo, Parma. Noi proviamo delle cose in allenamento e magari a inizio campionato non riusciamo meglio. Ma percepiamo di star migliorando anche in base a come ci guardano gli avversari, continuiamo così”.

Un pensiero su De Rossi al Genoa?
“Non è ufficiale ancora? Allora non portiamo sfiga a Daniele (ride, ndr)”.

Mancini a Sky Sport

Questi stadi proprio la infiammano. La Premier League non l’ha mai cercata?
“No no no, sto bene, sto bene qua. Però a parte gli scherzi, qui le atmosfere sono belle, gli stadi sono bellissimi, il campo è perfetto, quindi non vediamo l’ora di scendere in campo.

A Milano 35 minuti eccellenti: bisogna farli diventare 50-60-70.Quanto manca?
“Siamo in evoluzione. Guardando alle prime partite, nelle ultime abbiamo visto un miglioramento della squadra nell’approccio e sul come il mister vuole interpretare il calcio. Più aumentano i minuti e più hai diverse possibilità, ma devi guardare anche chi hai di fronte. Il Milan è una grandissima squadra, li abbiamo tenuti lì prendendo due ripartenze e una ci è costata il gol. Il secondo tempo è stato così così. In queste grandi partite è un po’ come un incontro tra pugili, un po’ noi e un po’ loro. Bisogna continuare su questa strada per migliorarci ancora”.

In Serie A faticano tutti a trovare la porta e si cerca la variabile in attesa: in questo momento lei è questo e si trova a suo agio?
“Sì, l’ho sempre detto. Mi piace questa cosa qui. Sono cose preparate. Anche il gol del Milan è arrivato con un difensore partita dalla sua area. Col Nizza sono partito dalla mia area e ho segnato io. Io e i miei compagni ci abbiamo provato e ci siamo andati vicini. Ci sono partite un po’ più chiuse, ma sono cose preparate e organizzate. Il difensore lo fa meno rispetto al centrocampo o all’attaccante, ma è molto bello”.

La Roma negli ultimi anni è stata fiore all’occhiello in Europa, per questo sorprendono le due sconfitte consecutive.
“Il passato ormai è passato, quello che abbiamo fatto è stato detto e ci fa orgoglio. Pensando a quest’anno siamo partiti bene a Nizza, poi in casa con Lille e Viktoria Plzen ci sono state queste cadute che non ci fanno bene e ci fanno capire che la partita di domani è ancora più importante. Ma sono partite che fanno parte di un percorso e che possono succedere, bisogna stare con la testa alta e rimboccarsi le maniche pensando alle prossime partite”.

Il nuovo format dell’Europa League differenzia l’approccio mentale?
“No, sotto questo aspetto no. Ogni volta che andiamo in campo non pensiamo al passato o al futuro né al formato. Fanno parte di un percorso, prestazioni come quella contro il Viktoria Plzen non fatte in buona maniera. Ma anche lì potevamo pareggiare, con il Lille sappiamo come è andata. E’ inutile pensare alle vecchie partite, ne abbiamo altre: abbiamo la consapevolezza di poter fare risultato”.

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