Alessandro Florenzi ha affidato a La Gazzetta dello Sport il racconto della sua carriera, un viaggio che lo ha riportato idealmente al punto di partenza: uno spiazzo sterrato ad Acilia, dove i suoi gestivano un campo sportivo. “LƬ ho cominciato la mia avventura” ha ricordato l’ex calciatore.
“Ero un bambino felice, ero piccoletto e tutti mi chiamavano Sandrino“. La scelta tra i due club della Capitale fu immediata: “Appena uscito da Trigoria dissi subito: ‘Voglio giocare qui’. Mica pensavo che ci avrei passato quasi tutta la carriera⦓.
Florenzi, il giramondo del centrocampo
Florenzi ha avuto due battesimi nel calcio professionistico: l’indimenticabile esordio in Serie A al posto di Francesco Totti e il prestitoĀ al Crotone, che “mi ha cambiato la vita” costringendolo a diventare uomo. In campo, si ĆØ rivelato la gioia dei fantacalcisti, ricoprendo in carriera una miriade di ruoli. Iniziò come vertice basso, rubando movenze a David Pizarro e ispirandosi a Cesc Fabregas.
Riguardo ai suoi gol iconici, Florenzi conserva gelosamente la reazione di Totti dopo la sua rovesciata contro il Genoa: “Francesco può dire tutto, ha segnato reti indimenticabili, da questo punto di vista non posso manco pensare di paragonarmi a lui“. L’amarezza resta per il Puskas Award mancato nel 2015, quando il suo pallonetto da centrocampo al Barcellona fu superato da un gol segnato nel campionato Goiano: “Ci rimasi male, secondo me ĆØ sbagliato il regolamento… Mi resta la gioia di aver fatto un gol che ne vale almeno due“.
Florenzi, Nonna Aurora e lo sceriffo De Rossi
L’aneddoto più toccante riguarda l’abbraccio a Nonna Aurora. Florenzi aveva promesso all’anziana nonna, che non era mai venuta allo stadio, che se avesse segnato contro il Cagliari, sarebbe andato ad abbracciarla sugli spalti.
La promessa fu mantenuta, ma l’ammonizione che seguƬ il gesto provocò un momento esilarante con Daniele De Rossi: “La cosa che mi rimane ancora impressa ĆØ lo sguardo di De Rossi quando sono rientrato in campo e lāarbitro mi ammoniva. Ā Si avvicinò e mi disse: ‘Hai fatto una cosa veramente incredibile. Ma se ora fai qualche cavolata e prendi un altro giallo, ti ammazzo davanti a tutti!’“. L’autoritĆ di De Rossi era tale che “mi si gelò il sangue, quando parlava Daniele parlava uno sceriffo“.
L’importanza del gruppo e l’uscita da Roma di Florenzi
Florenzi ha poi sottolineato l’importanza della coesione nello spogliatoio, ricordando l’aneddoto scaramantico in Svezia con l’Under 21, l’acquisto di un televisore enorme per giocare alla PlayStation: “Se in carriera ho imparato qualcosa ĆØ che quello ĆØ il segreto per vincere. Un singolo ti può fare la giocata da tre punti, ma il campionato te lo fa vincere il gruppo“.
Sugli anni dei “quasi Scudetti”, l’ex esterno difende la squadra: “Non lo considero un demerito nostro… Ma ce la giocavamo con una Juve che faceva 100 punti a campionato⦓. Riguardo alla sua difficile separazione dalla Roma, ammette: “Ci sono state tante incomprensioni, ma non ho mai replicato a tutte le cose dette su di me. Ho sempre voluto far parlare il campo portando rispetto alla maglia: lāho sudata fino allāultima goccia, e su questo nessuno potrĆ mai dire niente“.
Tra i compagni, l’elenco dei più forti include Totti, Ibrahimovic, Neymar, MbappĆ© e Di Maria, con loro in campo: “Io sto in panchina e applaudo“. L’unico che si porterebbe in battaglia ĆØ l’ex compagno Radja Nainggolan, che “vale per cinque. Vive in maniera incredibile, sempre al massimo“.





