Coraggio Ricky! Migliorare l’attacco della Roma non è impossibile

Il mercato di gennaio sta per aprire i battenti e la Roma è chiamata a rinforzare, non riparare. L'attacco è il focus principale ma non sarà impossibile fare meglio degli attuali numeri

Massara, Gasperini, Roma-Roma City, Trigoria

C’era una volta il tridente Totti-Batistuta-Montella, l’attacco della Roma più forte di sempre. L’apice moderno di strapotere tecnico e fisico. Classe e potenza, senso del gol, colpo di testa, furbizia in area di rigore. Insomma un cocktail perfetto. A far riemergere tali dolci ricordi è stato Vincent Candela, altro eroe del terzo e ultimo Scudetto romanista. In una foto che ritrae i tre tenori di quel tricolore sopra citati, insieme al francese c’è anche un altro ‘discreto’ (si scherza…) interprete di quella Roma: Marcos Cafu.

Ogni pixel di quella istantanea virale dopo pochi secondi sui social romanisti, racconta il livello assoluto della Roma di un tempo, mai più rivista nonostante molteplici tentativi, centinaia di milioni spesi, decine di allenatori e dirigenti cambiati.

A distanza di 25 anni, se si scrolla con il telefono sui social e si incontrano le foto degli attaccanti attuali della Roma, non può che emergere un senso di malinconia. Meglio evitare paragoni. Anche perché non ci sarebbe match neanche se gli attuali componenti del reparto offensivo giallorosso fossero tutti al top della forma e si esprimessero al meglio delle loro condizioni.

Pellegrini, Dovbyk, Rangers-Roma

Attacco spento, a gennaio urgono rinforzi

Ferguson, Dovbyk, Dybala, Bailey, Soulè, Pellegrini, El Shaarawy e Baldanzi. Nessuno potrà mai affermare che sia mancato l’impegno e l’abnegazione quotidiana, ma i numeri purtroppo sono impietosi. 14 gol totali in 8. Se si levano gli 8 realizzati da Soulè e Pellegrini, il dato si riduce ancora a contorni più inquietanti. Appena sei sigilli in sei. I due centravanti sommati non fanno i gol di Vardy in A, un quasi quarantenne pescato dalla Cremonese a costo zero dopo la leggendaria esperienza di Leicester.

Di fronte a questi freddi e reali numeri ci sono però tre fattori da considerare: le speranze dei tifosi giallorossi, le richieste di Gasperini e le capacità di Massara. Il tutto shakerato in un altro cocktail dal colore al momento opaco e dal sapore non del tutto decifrabile. Perché non è ancora chiaro quanto la Roma potrà investire sul mercato, con quali formule e soprattutto con quali tempistiche.

Ad un mese dalla finestra invernale di mercato esistono però delle certezze:

  1. Gasperini vuole due innesti, non uno in attacco: un centravanti e una seconda punta
  2. Mai come quest’anno, vista la partenza in campionato c’è la concreta possibilità di tornare in Champions
  3. Il Mondiale alle porte è uno sprone per molti a cambiare aria e trovare così più spazio
  4. Ciò che non è stato investito a fine agosto dovrebbe essere disponibile a gennaio
  5. Quattro mesi di lavoro a Trigoria hanno messo Massara nelle condizioni di preparare per tempo gli innesti di gennaio visto che i ruoli scoperti erano noti
  6. L’operazione rilancio su alcuni non è riuscita

Friedkin, Roma

Combinando tutti questi fattori si arriva ad una tesi semplicissima. Migliorare l’attacco della Roma non è impossibile. La Roma non deve sostituire il capocannoniere della Serie A infortunato o un’ala sinistra spaziale, come avvenuto qualche anno fa quando ad esempio decise di cedere al Liverpool il Salah di turno. Massara deve rintracciare sul mercato due opzioni valide, un ‘9’ e un ’11’, affidandoci all’antico gergo calcistico, in grado di fare meglio dell’attuale impalpabile Bailey, di un El Shaarawy oggettivamente al tramonto, del duo Ferguson-Dovbyk e magari più continui fisicamente di Dybala.

Ribadendo che l’allenatore, il 2 settembre si è seduto davanti ai microfoni ufficiali del club e invece di picconare, ha ricucito, invece di affondare il colpo rispetto alle promesse non mantenute in estate  (la riunione a margine di Roma-Everton, do you remember Dan?), si è messo a lavorare a testa bassa, portando la Roma ad un punto dal primo posto ad un mese dall’apertura ufficiale della finestra invernale, che non dovrà essere interpretata da proprietà e dirigenza romanista come un mercato di ‘riparazione’ ma di ‘rafforzamento’. E farlo, in attacco, non è impossibile.

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