Luca Toni, ex attaccante campione del Mondo e oggi commentatore e intervistatore social, ha analizzato la Roma e il campionato italiano in un’intervista concessa a Il Messaggero. La nuova vita lo diverte tantissimo, ma lui ci tiene a precisare di non essere un giornalista: cerca solo di essere naturale, approfittando della confidenza che ha con gli amici per tirargli fuori qualcosa di divertente, come nelle interviste con Totti e Vieri, che definisce due burloni naturali.
Partendo dai ricordi personali, Toni ha confessato che il suo unico rimpianto in carriera è legato proprio alla Capitale: “Sono stato bene in quei mesi romani, quel mancato scudetto è l’unico rimpianto della mia carriera“. Ora che la Roma è tornata competitiva, Toni ha promosso l’operato di Gian Piero Gasperini, che ha portato entusiasmo e risultati, pur con l’inevitabile timore legato alla grande pressione della piazza romana: “Più che altro lì si vive con più pressioni addosso, la città parla di calcio tutto il giorno. C’è enorme trasporto e si finisce per perdere l’equilibrio. A Roma c’è tanto amore per la squadra, a volte è una carica, ma non tutti i giocatori reagiscono bene alle critiche“.
Toni: “Manca un centravanti da venti gol”
Il punto cruciale dell’analisi di Toni è il reparto offensivo della Roma. L’ex bomber è categorico: “Mi fa piacere rivederla nelle prime posizioni, ma forse serve qualche giocatore in più, le manca un centravanti da venti gol“. Toni ha poi espresso il suo totale scetticismo verso la soluzione del falso nove, spesso adottata dalla Roma: “Forse sono di parte: a me non piace. Parlando con Guardiola mi diceva che al Barça lo schierava perché aveva Messi, ora ha Haaland, quindi… Il centravanti serve, ti risolve i problemi nei momenti di difficoltà, quando a volte hai bisogno di buttare avanti un pallone. Io preferisco uno che lì davanti sappia battagliare, insomma, non mi piace una squadra senza centravanti“.
Anche se in squadra ci fosse un fuoriclasse come Dybala, che “magari ha la giocata risolutiva a prescindere“, Toni crede che a volte ci sia bisogno di uno che “lotti, metta il fisico, prenda botte“. Riguardo ai nomi di mercato, Toni ha fornito il suo metro di giudizio. Su Zirkzee ha ammesso che è un bel centravanti, ma “a Bologna ha segnato tredici reti, ma in una big devi arrivare a venti… A me ‘sti centravanti che giocano bene per la squadra, convincono poco. Contano i gol”. Per quanto riguarda Dovbyk, ha ricordato che è un centravanti con fisico e che piaceva a De Rossi, ma si sa che se non segni è un problema, anche perché la maglia della Roma pesa. Su Ferguson: “E’ una scommessa. Un conto è giocare in Inghilterra, un altro è qui da noi. Al di là dell’aspetto tecnico, certi calciatori non sopportano le pressioni. Non hanno equilibrio“.
Toni sullo Scudetto e sulla pressione di Roma
In chiusura, Toni ha incoronato l’Int ber come la squadra più attrezzata per vincere il campionato. Per le ambizioni giallorosse, il consiglio è quello di essere pronti ad approfittare di eventuali cali delle dirette concorrenti, soprattutto Napoli e Inter.
Ha poi lasciato un consiglio ai calciatori sotto pressione: “Il centravanti è il ruolo più bello del mondo: non la strusci per 80 minuti, poi ti arriva la palla buona e sei decisivo. Non bisogna buttarsi giù, ma saper aspettare e accettare le critiche. Basta poco, e diventano applausi“.




