Mentre l’Italia intera, il 10 luglio 2006, si risvegliava ebbra di gioia per la conquista del quarto Mondiale, a Roma Nord, tra le strade di Ottavia e Selva Candida, nasceva Jacopo Mirra.
Un destino segnato dai colori azzurri e giallorossi sin dal primo vagito, avvenuto poco dopo la mezzanotte mentre papà cercava di farsi largo tra il traffico dei caroselli per correre in ospedale. Oggi, quel bambino è diventato il capitano della Roma Primavera e, per la sfida cruciale contro la Juventus, Gian Piero Gasperini ha deciso di premiarlo con la convocazione in prima squadra.
Mirra, il provino con Bruno Conti e la visione di Isgrò
La storia di Mirra a Trigoria inizia nel 2015, dopo due provini che convinsero Bruno Conti. Ma la vera svolta tattica arrivò qualche anno prima all’Urbetevere, grazie all’intuizione del suo allenatore di allora, Gianluca Isgrò. “Tutti dicevano di metterlo davanti perché vedeva la porta facilmente” ha ricordato Isgrò, “ma io decisi di metterlo difensore centrale. Aveva un senso della posizione e un cambio di passo non indifferenti. Gli piaceva entrare in scivolata, ma sempre con rispetto“. Un’intuizione vincente, tanto che gli osservatori della Roma ringraziarono il tecnico per avergli già cucito addosso il ruolo di leader difensivo.
Nonostante l’altezza imponente che oggi lo rende un gigante dell’area di rigore, Jacopo Mirra è rimasto il ragazzo riservato di sempre. “All’inizio sembra che stia sulle mie, ma non perché me la tiro” ha raccontato il classe 2006 nel podcast Dreaming Roma. Fuori dal campo, la sua è stata una vita di sacrifici e “traversate” cittadine: dai tempi in cui i genitori lo accompagnavano per 30 km fino a Trigoria, a quando affrontava il traffico di Roma con la “macchinetta”, nella quale — scherza lui — a un certo punto non entrava più per via della statura.
Dalla notte di Perth alla chiamata di “Gasp”
Ma è davvero la prima volta “tra i grandi” per il 19enne giallorosso? In realtà no. Il debutto assoluto con la maglia della sua città e del suo cuore è avvenuto il 31 maggio 2024 a Perth, nell’amichevole di fine stagione contro il Milan. In quell’occasione, il difensore subentrò al 37′ proprio a Ndicka; oggi, ironia della sorte, è proprio l’assenza dell’ivoriano – impegnato in Coppa d’Africa – ad avergli spalancato le porte della convocazione di Gasperini.
Gasperini, da sempre maestro nel lanciare i giovani, lo ha osservato con attenzione a Trigoria, apprezzando quell’umiltà già mostrata sotto la guida di Mourinho e De Rossi. Con la promessa del numero 14 — regalatogli simbolicamente dal suo primo coach come omaggio a Cruijff — Jacopo Mirra siederà domani sulla panchina dello Stadium.




