Alessandro Florenzi, ex calciatore romano e romanista che ha indossato la maglia della Roma tra il 2010 e il 2020, ha rilasciato un’intervista al format di Radio TV Serie A – Storie di Serie A. Ha iniziato partendo dai suoi inizi: “Fino a 9 anni ho giocato nel campo di calcio di un centro sportivo dove mia mamma aveva il bar, i giorni in cui avevo allenamento mi allenavo e i giorni in cui non lo avevo facevo lo stesso”.
Poi il “derby” per averlo: “Dopo sono stato due anni alla Lodigiani, la terza squadra di Roma, e poi a 11 anni ho dovuto scegliere tra Roma e Lazio, che mi volevano nelle loro Accademie. Ero tifoso della Roma, ma pesò poco: quando parlai con Bruno Conti c’è stato un effetto calamita. Volevo iniziare alla Roma, poi è durato da 11 anni fino ai 29/30”.
Ha parlato della semifinale contro il Liverpool, un grande ricordo per i tifosi giallorossi ma allo stesso tempo un rammarico per le decisioni arbitrali: “Sicuramente la semifinale di Champions League. Perdiamo 5-2 ad Anfield all’andata, al ritorno siamo 2-2 e Alexander-Arnold fa una parata in area. Allora non c’era il VAR… Quello era rigore ed espulsione con mezz’ora da giocare, ma non successe nulla di tutto ciò. Con l’apporto di quel pubblico poteva veramente succedere di tutto. Quello è il più grande raggiungimento ma anche uno dei rimpianti che ho”.
Sul soprannome ‘Spizzi’ e i tanti ruoli ricoperti in carriera
Florenzi è conosciuto anche come ‘Spizzi’ soprannome che ormai ha da tanti anni. Ha raccontato com’è nato: “Nato da mio fratello. Si inventò ‘Spizzingrillo’ e iniziai ad usarlo alla Playstation. Al Milan poi lo accorciano a ‘Spizzi’ e, nell’anno dello Scudetto Pioli mi chiamava così per differenziarmi da “Alex” Saelemaekers“.
In carriera ha ricoperto tantissimi ruoli. Prima centrocampista, poi esterno e ala. Il calciatore ha raccontato come ha iniziato a essere un “jolly”: “Nella mia carriera ho sempre detto che dall’1 all’11 vanno tutti bene. Questa cosa nasce a Crotone: arrivai da centrocampista e l’allenatore, non avendo terzini destri, decise di mettermi lì. Poi tornai a fare il centrocampista, a volte persino seconda punta, e terminai con 11 gol e tanti assist. Torno a Roma e dopo un anno con Zeman da centrocampista Garcia mi mette a fare il terzino destro. Per lui il laterale doveva stare molto alto e gli dissi ‘proviamoci’. Da allora iniziai a giocare sulla fascia destra: la duttilità è diventata una mia dote“.
Florenzi: “Subentrare a Totti fu incredibile. Sulla fascia…”
Florenzi è stato anche capitano della Roma e ha raccontato la gioia: “È stata una grande responsabilità, essere capitano della squadra che tifi ha anche più valore. Senza Totti e DDR io ero quello più longevo in squadra. Inizio da destro con capitano e poi continuai con Di Francesco”.
Il giorno dell’esordio subentrò a Totti e ha raccontato l’emozione di entrare al posto di una leggenda simile: “Fu incredibile. Feci l’esordio entrando per Totti ed è l’unica cosa che ricordo di quel giorno. Ho giocato anche con De Rossi: sono due leggende di Roma e due amici”.
Dal gol più bello alle parole su De Rossi
Sempre in Champions League segno il suo gol più bello: “Quel gol in Roma-Barcellona. Recupero palla, vedo Ter Stegen fuori dai pali, tiro e pareggiamo 1-1”.
Parlando degli allenatori che più lo hanno formato non ha potuto non citare Alberto De Rossi, ex allenatore storico della Primavera giallorossa: “Spalletti, Conte, Pioli, Tuchel, Garcia… ma fu fondamentale Alberto De Rossi nei tre anni di Primavera. Mi ha insegnato cos’è il calcio e come comportarmi in determinate situazioni. L’ho incontrato poco tempo fa: andai a vedere l’Ostiamare di DDR senza sapere ci fosse anche Alberto”.
Florenzi: “L’abbraccio a nonna e le parole di De Rossi: vi racconto tutto”
Infine ha concluso raccontando l’iconica esultanza con la nonna e un aneddoto su De Rossi: “È una storia che parte da prima. Mi sono potuto godere i nonni, nel 2014 ne era rimasta solo una, non era mai andata allo stadio. Le promisi ‘se segno vengo’. Quella partita segnai e andai ad abbracciarla e simbolicamente fu come abbracciare tutti i miei nonni. L’arbitro mi ammonì poi De Rossi mi disse: ‘Bellissimo eh, ma se prendi un altro giallo e ti buttano fuori io ti ammazzo”.
Lo stesso De Rossi che lunedì 29 dicembre tornerà all’Olimpico da avversario. Per la partita contro il Genoa Gian Piero Gasperini dovrà rinunciare a Lorenzo Pellegrini.







