La netta vittoria della Roma contro il Genoa ha regalato una serata di relativa tranquillità anche alla squadra arbitrale. Come analizzato dall’ex fischietto Gianpaolo Calvarese su Il Tempo, la direzione di Marco Di Bello è stata all’altezza di una sfida che i giallorossi hanno indirizzato sin dai primi minuti, permettendo all’arbitro di mantenere una gestione disciplinare equilibrata.
Regolare il gol del vantaggio firmato da Matias Soulé, il replay ha confermato come l’argentino fosse tenuto in gioco da Martin sul lancio millimetrico di Ziolkowski. Anche in occasione del momentaneo 3-0 di Ferguson, le proteste liguri sono apparse flebili: il contatto tra Cristante e Malinovskyi all’origine dell’azione è stato giudicato troppo leggero per giustificare un fischio. L’unico vero “no” della serata è arrivato sul possibile 4-0 di Koné. Di Bello, ben posizionato, ha annullato la rete per un fallo su Sommariva: il portiere rossoblù aveva già bloccato la sfera un istante prima del contatto con il centrocampista giallorosso.
Di Bello e gli episodi nell’area di Svilar
Il Genoa ha protestato sul finire del primo tempo per un contatto tra Svilar e Ostigard, reclamando un calcio di rigore. Di Bello ha valutato l’intervento del portiere come una parata in anticipo rispetto all’impatto con il difensore.
Sebbene le immagini mostrino una quasi contemporaneità tra i due eventi, la dinamica dell’azione ha dato ragione all’arbitro, che ha preferito non sanzionare l’intervento. Nel finale, regolare anche la rete della bandiera di Ekhator, con la posizione di Marcandalli giudicata ininfluente ai fini del gioco.



