Pedro, ex attaccante della Roma, ha parlato sinceramente della sua esperienza nel club giallorosso in un’intervista con FourFourTwo, raccontando i retroscena del suo rapporto con José Mourinho e la dirigenza giallorossa. L’esterno offensivo spagnolo ha svelato alcuni dettagli inediti, riflettendo sulla sua separazione dalla Roma e sulla decisione di trasferirsi alla Lazio.
Pedro ha iniziato a parlare di José Mourinho, con il quale il rapporto non è stato affatto semplice. “È stato inspiegabile“, ha detto Pedro riguardo al suo tempo sotto la guida del tecnico portoghese. “Nonostante ci conoscessimo bene, non ho potuto parlare con lui”, ha proseguito, spiegando che non c’era stata la possibilità di un confronto diretto. “Lui si giustificava dicendo che era una decisione del club”, ha aggiunto Pedro.
Nonostante ciò, l’ex giallorosso ha anche fatto sapere che, dopo il suo addio alla Roma, si sono incrociati in alcune partite, ma non hanno mai affrontato la questione. “Forse un giorno avremo l’occasione di sederci e lui potrà spiegare davvero cos’è successo”, ha concluso, lasciando aperta la possibilità di un chiarimento in futuro.

Pedro: “Sono stato fortunato a unirmi alla Lazio”
Oltre al rapporto con Mourinho, Pedro ha anche parlato della sua difficile separazione dalla Roma e del rapporto con la dirigenza. “Ho avuto contatti solo con il direttore sportivo”, ha spiegato. “Anche il presidente si è rifiutato di parlarmi”, ha aggiunto, rivelando la sua frustrazione dopo essere stato messo fuori rosa e costretto ad allenarsi da solo. “È stata dura”, ha ammesso Pedro, parlando di un periodo particolarmente complicato nella sua carriera.
Nonostante le difficoltà con la Roma, Pedro ha trovato un’accoglienza calda alla Lazio, dove si è trasferito dopo aver lasciato il club giallorosso. “Sono stato fortunato a unirmi alla Lazio, dove mi hanno accolto a braccia aperte”, ha raccontato. Pedro ha poi aggiunto che, inizialmente, non è stata una decisione facile, a causa della forte rivalità cittadina tra le due squadre. “Ma la Roma mi ha spinto verso quella direzione”.



