Roma, Mancini come Achille: il “punto debole” del difensore sono i cartellini

Gianluca Mancini e il tabù cartellini prima della Juventus: dalle 8 ammonizioni dello scorso anno alle 11 attuali in 33 gare

Europa League, Celtic-Roma, Gianluca Mancini

Gianluca Mancini resta il pilastro della difesa della Roma. La sua storia a Trigoria è iniziata sette anni fa con un subentro a Juan Jesus e una maglia da titolare nel derby sette giorni dopo; da quel momento, il numero 23 non si è più fermato.

Messo in campo da ogni allenatore — da Fonseca a Mourinho, passando per De Rossi e Ranieri fino a Gasperini — ha garantito presenza e solidità: ha giocato da mediano in emergenza, è sceso in campo con la pubalgia e ha saltato allenamenti pur di non mancare la domenica. Tuttavia, in questa stagione, il tema disciplinare è tornato a essere un fattore rilevante per il centrale giallorosso.

Gianluca Mancini, Gian Piero Gasperini

Mancini e il suo “tallone d’Achille”: il dato sui cartellini

Dopo una stagione, la 24/25, che sembrava aver segnato la pace definitiva con i direttori di gara (solo 8 ammonizioni in 46 partite), il trend si è bruscamente invertito. In questo campionato Mancini ha già collezionato 11 cartellini gialli in 33 presenze. Un dato che pesa, soprattutto se confrontato con il calo progressivo degli anni passati, quando era sceso dai 14 gialli di tre anni fa ai 12 della stagione 23/24. Con 2734 minuti già sul cronometro, la media sanzioni è tornata a farsi alta, invertendo nuovamente il trend.

Il tempismo di questa statistica non aiuta Gasperini. Mancini è attualmente in diffida e lo scontro diretto contro la Juventus del 1° marzo si avvicina. Un’eventuale sanzione durante la sfida dell’Olimpico peserebbe sulle rotazioni difensive di Gasperini, complice anche lo stato di forma – non ottimale – di Hermoso. Per un calciatore che ha fatto della grinta e del contatto fisico il proprio marchio di fabbrica, la sfida sarà quella di mantenere l’efficacia negli interventi senza superare il limite che porterebbe allo stop forzato. La sua importanza per lo spogliatoio e per la Roma non è in discussione, ma la gestione dei cartellini torna a essere, statisticamente, il suo principale tallone d’Achille.

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Pino
Pino
25 giorni fa

buon giocatore ma senza cervello

Donato
Donato
25 giorni fa

Gli arbitri sono prevenuti con lui…piu’ della meta’ dei cartellini sono invenzioni e’ un passaparola tra loro, cercano sempre il capo espiatorio in ogni squadra. Che sia un po’ “esuberante” e’ un dato di fatto ricordo il gol dell’Udinese per una punizione inventata dall’arbitro lui fermo aveva subito un fallo di sfondamento e si e’ preso pure il cartellino giallo. Ma abbiamo visto tanti esuberante trattati con favore tali Chiellini Bonucci che certo non erano tanto buoni…ma giocavano nella Juve tutto qui ah prima di loro se vi ricordate un certo Brio altro caterpiller juventino.

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