Prima di Soulé, anche Vincenzo Montella durante il suo periodo alla Roma è stato alle prese con la pubalgia. In quel caso il dolore fu trasformato in qualcosa di gestibile e sopportabile. A curare Montella fu Fabio Conta, che al Corriere dello Sport ha parlato della pubalgia e di come si può curare.
“Le linee guida ci dicono che bisogna rinforzare la muscolatura addominale e degli adduttori e sentiamo spesso dire che la pubalgia si cura in palestra, l’esercizio terapeutico resta il cardine del trattamento, certo, ma il dolore è causato da un’incapacità di gestire il corpo. Spesso il problema non è la forza, ma il controllo neuromuscolare. Molti atleti hanno perso precisione, il timing di contrazione tra addominali, adduttori e bacino non è più ottimale e il sistema diventa meno efficiente e più disordinato”.

Conta: “Non conosco il caso Soulé. In 2-3 mesi si passa dal dolore alla gestione”
Cosa causa in genere la pubalgia e come si interviene?: “Può succedere quando l’atleta non riesce a gestire bene i carichi di lavori. Io ho sempre utilizzato tecniche manuali, non solo manipolazioni o massaggi, ma stimolazioni che prevedono la partecipazione attiva del paziente mediante esercizi sul lettino che richiamano il sistema nervoso ad allenare la coordinazione”.
In quanto tempo guarisce e se può portare ad altri tipi di infortuni: “Dipende dalla gravità. Con un trattamento conservativo in 2-3 mesi si passa dal dolore alla gestione. Non conosco il caso di Soulé, ma se hai una zona deficitaria e non hai modo di proteggerti facendo allenamenti specifici è normale essere più esposti. Non vedo la correlazione tra avere la pubalgia e stirarsi un flessore. Ma può succedere che allenandosi poco, ci si possa far male”.


