Genoa-Roma non è una partita come le altre per chi siede in panchina. Gian Piero Gasperini sfida il suo passato rossoblù da allenatore più vincente della storia del club – 88 successi in 232 panchine – mentre Daniele De Rossi ritrova per la seconda volta da avversario la squadra di cui è stato simbolo e tecnico fino a sei mesi fa.
Se per Gasperini il legame con Genova resta forte — «Quando il Genoa mi ha esonerato, l’ho vissuto come un tradimento. Non mi sembrava giusto, era stata una grande storia d’amore» ha dichiarato in passato — per De Rossi il confronto con i giallorossi è una ferita ancora fresca, dopo l’esonero subito dai Friedkin.
Genoa-Roma è De Rossi contro Gasperini
De Rossi non ha usato giri di parole per descrivere la sconfitta per 3-1 dell’Olimpico: «È stata la nostra peggior partita da quando sono qui. Adesso c’è un piccolo senso di rivalsa nei confronti di noi stessi. È stata l’unica volta che mi sono guardato allo specchio e non ero orgoglioso di me, l’unica volta in cui sono tornato a casa e mi sono fatto due domande. Magari ho caricato troppo i giocatori».
Sul legame con la Roma: «Sapevo che quel giorno sarebbe arrivato» ha spiegato l’ex giallorosso. “Io rappresento “quella” squadra, ho la fede calcistica scritta in faccia, ma mai ho creduto a quegli ex che fanno gol e poi si disperano».
Gasperini chiaro: “Le gare decisive saranno a maggio”
Per la Roma, tuttavia, il romanticismo deve cedere il passo a una classifica che si è fatta corta. Il pareggio beffardo subito contro la Juventus al 93′ e la vittoria del Como, che ha agganciato i giallorossi al quarto posto, obbligano la squadra di Gasperini alla vittoria. La situazione è aggravata da un’infermeria che definire affollata è un eufemismo: senza Dybala, Soulé, Hermoso, Dovbyk, Ferguson e lo squalificato Wesley, Gasperini dovrà inventare soluzioni d’emergenza in vista del doppio impegno tra Europa League e lo scontro diretto di Como.
L’obiettivo è rimanere concentranti: «Saranno due settimane non decisive, l’importante è restare dentro ad aprile e le gare decisive saranno a maggio. L’obiettivo è stare in corsa il più possibile». Dall’altra parte, De Rossi ha bisogno di allontanare la zona retrocessione, distante solo tre punti. Paradossalmente – ricorda La Gazzetta dello Sport – l’ultimo gol della Roma in Champions League porta ancora la firma di DDR, su rigore contro il Porto nel 2019. Sette anni dopo, per tornare in quella competizione, la Roma deve passare proprio sopra le necessità del suo ex capitano.




