Angeliño è ora un calciatore della Roma a tutti gli effetti. Il terzino sinistro sarà ricordato come il primo investimento del nuovo direttore sportivo Florent Ghisolfi, che ha formalizzato l’accordo con il Lipsia all’ultimo giorno utile, garantendo il suo diritto di prelazione. Secondo gli accordi stabiliti durante il prestito di gennaio, Angeliño è costato complessivamente 5 milioni di euro, da pagare in tre annualità. Questa operazione rappresenta un esempio di gestione sostenibile, soprattutto considerando l’efficienza dimostrata dal giocatore nelle occasioni in cui è stato impiegato da De Rossi.
Il parere positivo di Daniele De Rossi è stato determinante per il club, che ha deciso di confermare l’acquisto di Angeliño. In attesa di un altro terzino sinistro, come lo scozzese Josh Doig del Sassuolo, la Roma potrà iniziare il ritiro con un titolare teorico.
Angeliño ha firmato un contratto che lo legherà ai Friedkin fino al 30 giugno 2028, con un ingaggio di 1,8 milioni netti a stagione. Tra cartellino e ingaggio, l’operazione costerà già dal primo anno molto meno rispetto all’ultimo Spinazzola, il cui peso sul bilancio era di 11,8 milioni. Per Spinazzola, che non è partito per l’Australia per curare una lesione muscolare, non ci sono novità su un possibile rinnovo, e si va dunque verso la fine della sua esperienza quinquennale alla Roma.
L’acquisto di Angeliño è stato concretizzato per un soffio, grazie al pagamento tempestivo della prima rata del bonifico, circa 2 milioni di euro. Se i Friedkin non avessero dato il via libera, sarebbe stato quasi impossibile acquistare il giocatore a nuove condizioni. Tiago Pinto, il ds che aveva portato Angeliño a Trigoria, aveva tentato di convincerlo a seguirlo al Bournemouth, offrendo una proposta economica superiore, ma Angeliño ha espresso chiaramente il desiderio di restare alla Roma.
Lo scrive il Corriere dello Sport.


