Ranieri: “Con l’Atalanta voglio vedere una bella partita. Dobbiamo rendere i tifosi orgogliosi”

Il tecnico testaccino ha risposto alle domande dei cronisti presenti presso la sala stampa del centro sportivo Fulvio Bernardini

Ranieri

Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro l’Atalanta di Gianpiero Gasperini. Ecco le sue dichiarazioni presso la sala stampa del centro sportivo Fulvio Bernardini diĀ Trigoria:

Contro l’Atalanta vedremo la Roma con la difesa a 3?
”Ā Io credo che stiamo affrontando la terza squadra che più o meno ha la stessa filosofia, no? Quella di attaccare sempre, di andare sempre in verticale. Il Napoli con Antonio Conte sta all’inizio, no? Sta al quarto mese, quinto mese. Il Tottenham, adesso non ricordo quanti anni, se sono due o tre anni, pur con un sistema differente ma con la mentalitĆ  di attaccare sempre. Ecco, l’Atalanta ĆØ quella macchina perfetta. Complimenti al presidente Percassi perchĆ© per i primi quattro anni, io ricordo, diceva ci dobbiamo salvare, ci dobbiamo salvare. Intanto scalava, scalava e salivano sempre di più in classifica e adesso giustamente cercano di fare il massimo. Il massimo significa ritornare in Champions League anche il prossimo anno, cercare di migliorare il campionato passato. CioĆØ, andiamo ad affrontare una squadra che, oserei, la perfezione non esiste, però oserei dire perfetta. E noi abbiamo visto il barlume, il barlume di luce. Ho rivisto giocatori volere intensamente un qualcosa di positivo. Io credo che in questo momento noi dobbiamo rendere i nostri tifosi orgogliosi di quello che riusciamo a fare. Non stiamo bene come io vorrei perchĆ© non ĆØ possibile dopo una settimana, dieci giorni di lavoro, i primi tre o quattro giorni con quattro giocatori avere tutto e subito. Le cose, le note negative che c’erano state a Napoli, al di lĆ  degli errori che si commettono, però vi avevo detto, io non vi ho chiesto di stare all’indifesa, vi ho chiesto di rispondere colpo su colpo. Per cui hanno capito, hanno recepito che contro il Tottenham sƬ, ĆØ vero, potevamo prendere due o tre contropiedi e dobbiamo migliorare le preventive. Su questo non ci pioggia, però abbiamo fatto bene perchĆ© ci hanno annullato tre gol, abbiamo tirato in porta spesso e questa ĆØ la cosa che a me piace, rendere i nostri tifosi orgogliosi di quello che facciamo. Poi in questo momento possiamo vincere, possiamo perdere, ma noi dobbiamo avere questa visione. Ragazzi, ĆØ prima per gol fatti, ĆØ prima per le occasioni da gol, ĆØ terza per le verticalizzazioni, ĆØ prima nei tir in porta, ĆØ seconda nei cross, cioĆØ prima nei recuperi palla, ti mangia. Ecco, io non voglio che i miei giocatori vengano mangiati, io voglio vedere lunedƬ una gran bella partita. Questo ĆØ quello che io mi auro, ĆØ quello che stimolerò i miei giocatori a fare davanti ai nostri tifosi. I nostri tifosi l’ultima partita in casa sono andati via prima. Ecco, io vorrei che restassero come sono rimasti a Londra contro il Tottenham. E poi potevamo anche aver perso non aver fatto il gol al novantesimo quando l’abbiamo fatta. Ecco, io vorrei che escono dal campo e dicano oh, finalmente hanno fatto tutto quello che dovevano fare. Questo ĆØ il mio augurio”.

Sui tifosi.
“Siamo noi adesso che dobbiamo far rinnamorare i nostri tifosi. PerchĆ© i nostri tifosi sono magnifici. E, giustamente, quando le cose non vanno bene, dicono alcune cose che vanno fatte. Per cui noi dobbiamo dare il massimo. E i nostri tifosi lo capiscono”.

La posizione perfetta perĀ Saelemaekers?
“Noi allenatori siamo sempre alla ricerca di quei giocatori che sappiano interpretare più situazioni. Io ho parlato con lui, lui ama molto stare alto sul centro-sinistra, però mi ha detto che si trova bene anche da quell’altra parte, insomma io lo vedo più proiettato verso l’avanti e che poi può anche aiutare, anzi può, deve aiutare, tutti quanti devono aiutare la squadra. A DovbykĀ gli ho detto non tornare mai indietro, però ha fatto un recupero strepitoso nel secondo tempo perchĆ© si era trovato nell’azione a chiudere affare e poi ĆØ stato lui che ha anticipato l’ultimo uomo che era andato in contropiede. Per cui, ecco, se lo fai una volta mi piace, ma non che deve correre dietro sempre al suo avversario. Per cui SaelemaekerĀ ĆØ un giocatore ritrovato, naturalmente non ha i 90 minuti, però si ĆØ visto con che piglio ĆØ andato sempre nell’uno contro uno, ha dato il passaggio chiave a Angelino. Stiamo ritornando quelli che i tifosi conoscono”.

La Roma vuole seguire il modello dell’Atalanta? Anche con il prossimo allenatore?
“Questa domanda all’ultima ĆØ stata un pochettino… finchĆ© mi dice modello Atalanta mi ĆØ piaciuto. Noi siamo sempre… ci rapportiamo sempre a quello che ĆØ la nostra visione, no? Adesso tutti i tennisti devono sembrare Sinner, adesso tutti dobbiamo sembrare l’Atalanta. L’Atalanta ĆØ un modello di vertice che va preso anche come modello. PerchĆ© no? Ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con le sue difficoltĆ , ognuno con le sue qualitĆ . Però una squadra che piano piano ĆØ diventata un emblema dell’Italia… PerchĆ© io quando vedo le coppe, io sono italiano, io mi auguro che le altre vadano avanti, tutte quante, non solo l’Atalanta. E questo ĆØ importante, ĆØ un modello che hanno saputo creare, hanno costruito dalla base, perchĆ© se non ricordo male anche Gasperini all’inizio, le prime cinque, sei partite, non era andato tanto bene. Poi dopo ĆØ andato, ha sbocciato e ha creato gioco, giocatori che magari quando sono andati via non hanno reso per quello che rendevano all’Atalanta. E questo significa che l’allenatore ha avuto un gran merito di tutto questo. Per cui bisogna levarsi il cappello e fare i complimenti a tutta la societĆ . Dal padre Percassi, dal figlio che ĆØ stato il mio giocatore nel Chealsea, all’allenatore, a tutti quanti, perchĆ© stanno tutti remando in un’unica direzione”.

C’ĆØ giĆ  una base per costruire questo progetto?
“Abbiamo giocatori importanti che stiamo cercando di riportare alla loro bellezza. Poi sarĆ  l’allenatore a decidere chi tenere. Noi faremo tutto il possibile per cercare di accontentarlo. Roma non ĆØ stata costruita in una notte, quindi dateci più tempo”.

Che differenza c’ĆØ tra lei e Gasperini? Avreste meritato di vincere qualcosa in più in carriera?
“Io parlo di Gasperini e dico di sƬ. Io sono super contento della mia carriera. Siamo diversi? Io sembro un gentiluomo, ma non mi vedete nello spogliatoio… Ormai ci sono tanti figli di Gasperini per quanto riguarda il suo gioco, io invece cerco di fare il meglio con i giocatori che ho. Non ho un sistema definito, io cerco di mettere i giocatori nel posto migliore. Mi sento un allenatore che riesce a tirare fuori il meglio dai giocatori. Quando sono stato mandato via chi ĆØ subentrato al mio posto non ha fatto meglio di me…”.

Sulla gestione Dybala e Pellegrini.
“Dybala l’ho valuto allenamento dopo allenamento. Sappiamo che il ragazzo può cadere in alcune problematiche e io devo essere pronto a capire queste problematiche. L’ho fatto uscire da Londra perchĆ© avevo bisogno, innanzitutto, di un altro giocatore che mi pressasse e mi chiudesse l’avversario più vicino alla sua area di rigore. Non ho nulla in contrario a dire che quando si ĆØ acceso ha fatto delle cose meravigliose perchĆ© l’assist per il goal, l’altra azione quando gli abbiamo messo la palla dentro, il tiro che il portiere ha fatto, una super parata. So benissimo che invece, magari, Soulé non ha fatto quelle cose splendide che sa fare Dybala in questo momento, però mi ha dato tanta corsa, tanta pressione. Per cui io devo valutare bene ogni volta tutto. SuĀ Lorenzo Pellegrini gli ho detto: “guarda tu stai correndo come un pazzo, senti il peso di questa situazione, voglio che tu ti diverta, adesso stacchiamo la corrente, ti resetti e vedrai che più avanti ritornerai il centrocampista che io conosco”.Ā Io ho avuto due fenomeni nella mia carriera di centrocampisti a far gol, uno Lampard e l’altro Pellegrini. Lo critichiamo tanto, ma quanti centrocampisti fanno i gol che fa Pellegrini? Per cui in questo momento io aiuto la Roma, perchĆ© il mio lavoro ĆØ aiutare la Roma, aiutando la Roma ho detto chiaramente a Lorenzo, Lorenzo questo ĆØ il mio programma. Quanto dura questa situazione? Dipende quando riattacchiamo la spina. Col calcio non si può dire quanto dura questa cosa. E posso dire che giĆ  comincio a far gol, a trovare la porta quando invece sono arrivato non la trovava, non lo so quanto dura. Anche l’attaccante lo vedi quando sta in forma, come tira prende sempre la porta, quando non sta in forma tira, la palla non la prende bene, tira fuori e adesso lui come tira prende la porta e fa gol, per cui sta cominciando quel processo di ricrescita che ha bisogno un ragazzo. E’ un ragazzo molto sensibile, molto introverso e soffre più di tutti per la situazione che riguarda De Rossi. Ho letto che le colpe di De Rossi sono le sue e gli non ĆØ vero assolutamente niente, niente di niente e questo i tifosi lo devono sapere. Ne Mancini, ne Cristante, ne Pellegrini hanno mandato via Daniele, anzi hanno fatto i pazzi per farlo restare. Bisogna che la gente sappia la veritĆ ”.

Su Dovbyk.
“Ha avuto quei piccoli problemi in Ucraina. Ha avuto quel problema al ginocchio che non avverte più e questo ĆØ buon segno. Sappiamo come va servito questo ragazzo e noi lo stiamo aiutando. Ho parlato alla squadra, ho fatto vedere dei filmati come dobbiamo aiutarlo perchĆ© lui ĆØ il nostro bomber. Non dobbiamo caricarlo di responsabilitĆ , però diamogli le palle che quel tipo di attaccante necessita”.

Lei ha lavorato sulle verticalizzazioni.Ā Sapeva che giocavano molto dietro?
“Io sono tifoso del calcio. Io amo quando le squadre, quando vedo delle partite che tutte e due le squadre provano a farsi gol e sono contento. In questi 4-5 mesi, sapeste quante volte vedevo in tv altre squadre che giocavanoĀ palla dietro, palla dietro, palla al portiere, palla di qua e cambiavo canale.Ā Io mi diverto, io da bambino giocavo a palla canestro, in 30 secondi dovevi fare gol, dovevi mettere la palla dietro, c’erano discorsi. Allora, a me la partita dell’altra sera a Tottenham ĆØ stata bellissima perchĆ© loro ci volevano fare gol, noi volevamo fare gol. Io credo che la gente si sia divertita, poi ĆØ finita 2-2, poteva finire 5-5, poteva finire 5-2 per loro, poteva finire 5-2 per noi, però questo ĆØ quello che io voglio, che la gente venga alla partita e dica, oh finalmente proviamo a vincere. Allora, sono andato, scusate se mi dilungo, per farvi capire chi sono. Il primo anno che sono andato nel 97, se non ricordo male, in Spagna, dopo il primo allenamento ho fermato la squadra e ho detto, oh, la porta avversaria ĆØ stata dall’altra parte, quando ci arriviamo? E ancora non si parlava del tiki-taka, però c’era un allenatore, Valdano, grande conoscitore di calcio e tutto, che amava questo tipo di calcio. E ho detto, no, no, no, no, la porta avversaria sta lĆ , andiamo dritti di lĆ , eh? Ho lavorato, ho lavorato, affinchĆ© questa squadra, cambiando delle pedine, ĆØ diventata una squadra che dopo che sono andato via io, con Hector Cuper, ĆØ arrivata due volte in finale di Champions League, con quasi tutti i ragazzini, bimbi, che io avevo messo in campo.Ā Per cui io credo che bisogna fare di una squadra, un mix di esperienza e gioventù, che ti porti a far divertire i tifosi, perchĆ© i tifosi pagano il biglietto. Noi siamo italiani, non siamo sportivi, siamo vincenti”.

Si apre un dicembre che vedrĆ  la Roma impegnata tra campionato e coppa e cinque volte all’Olimpico e due fuori casa. Quanto ĆØ importante, dopo questa prima sua fase, affrontare una squadra in formissima come ha elogiato poco fa l’Atalanta e andare poi a affrontare un dicembre con tante gare in casa, con avversari più alla portata, almeno sulla carta?
“Nella mia carriera da giocatore e da allenatore non ho mai visto il nome dell’avversario, perchĆ© possiamo affrontare la squadra più straordinaria e la troviamo in un momento che non gli gira. Allora io dico sempre, bussiamo e vediamo chi abbiamo dall’altra parte. Non mi ĆØ mai interessato il nome, per cui per me sono tutte squadre che ti vogliono battere, con le loro qualitĆ , con le loro strategie, e noi dobbiamo essere bravi e furbi a cercare di vincerle. Il calcio ĆØ semplicitĆ , ĆØ la cosa difficile farlo semplice”

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2 Commenti
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Totti
1 anno fa

Contro la dea tiriam fuori il catechismo e il catenaccio.

Morituri te s’enculant
1 anno fa

Lascia in tribuna Crisicostante, Pelle&ossicini e il polacco… e la bella partita ĆØ garantita.

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