Roma, il Verona prima del caos: sfida alle insidie di Zanetti, tra velocità e contropiedi letali

Dopo il ko dell’andata e una corsa Champions in salita, la squadra di Ranieri sfida un Verona parzialmente indebolito ma in evoluzione

Hellas Verona

La Roma torna a respirare l’aria dell’Olimpico con il peso di una stagione ancora da decifrare e il desiderio mai sopito di rientrare nella lotta per l’Europa che conta. Sabato 19 aprile, alle 20:45, i giallorossi ospiteranno l’Hellas Verona in un crocevia che può valere molto più dei tre punti. Dopo i pareggi contro Juventus e Lazio, la squadra di Ranieri si ritrova settima a quota 54, a cinque lunghezze da quella zona Champions che sembra ogni settimana allontanarsi e poi riavvicinarsi, come un miraggio.

Ma è proprio nei momenti di maggiore incertezza che la Roma è chiamata a ritrovare se stessa, stringendosi attorno al suo pubblico, alla sua storia, alla consapevolezza di avere ancora tutto da giocare. La sfida d’andata, il 3 novembre, resta una ferita aperta: al Bentegodi finì 3-2 per il Verona, con le reti di Tengstedt, Magnani e Harroui a ribaltare quelle di SouléDovbyk. Una sconfitta che segnò un passaggio delicato per entrambe le squadre, sospese tra fragilità e ricerca di equilibrio.

Oggi il Verona si presenta all’Olimpico con un volto mutato, ma ancora in bilico. Quattordicesimo in classifica con 32 punti, il club scaligero ha vissuto una stagione instabile, segnata dal cambio societario con l’ingresso degli americani di Presidio Investors e dall’arrivo di Paolo Zanetti in panchina. Il tecnico ha provato a dare forma a una squadra verticale e compatta, costruita inizialmente su un 3-4-1-2 e poi riassemblata su un 3-5-2 che privilegia le ripartenze e la densità difensiva, ma che ha pagato a caro prezzo alcune fragilità strutturali, a partire dai 59 gol incassati. L’assenza di Harroui e Tengstedt priverà gli ospiti di due pedine importanti, ma il Verona resta avversario insidioso, capace di colpire in contropiede e di restare aggrappato alla partita fino all’ultimo pallone.

Il Verona di Zanetti: blocco basso e ripartenze fulminee

Paolo Zanetti ha impresso una svolta tattica significativa all’Hellas Verona, adottando un sistema di gioco basato sul 3-5-2 che in fase difensiva si trasforma in un 5-3-2. La squadra predilige un blocco difensivo basso, con l’obiettivo di chiudere gli spazi e ripartire rapidamente in contropiede. In fase di possesso, il Verona cerca di sfruttare le corsie laterali, affidandosi a lanci lunghi per innescare gli esterni e creare situazioni di superiorità numerica.

La costruzione del gioco avviene spesso attraverso un assetto 3+2, con i tre difensori centrali e i due centrocampisti che cercano di superare la prima linea di pressione avversaria. Una volta superata, l’obiettivo è raggiungere rapidamente le fasce, dove gli esterni possono attaccare la profondità e servire cross per gli attaccanti. Questo approccio ha permesso al Verona di diventare più compatto e difficile da affrontare, nonostante le difficoltà iniziali della stagione.

Tchatchoua

Tchatchoua e Sarr: le frecce di Zanetti

Tra i protagonisti del nuovo corso gialloblù spiccano Jackson Tchatchoua e Amin Sarr. Tchatchoua, esterno destro, è fondamentale per le transizioni offensive grazie alla sua velocità e abilità nell’uno contro uno. La sua capacità di creare superiorità numerica sulle fasce rappresenta una minaccia costante per le difese avversarie.

Amin Sarr, attaccante centrale, è il terminale offensivo principale del Verona. La rapidità lo rende pericoloso nelle ripartenze, soprattutto quando riceve palloni in verticale. L’intesa con gli esterni e la capacità di finalizzare le azioni lo hanno consacrato come elemento chiave nello schema tattico di Zanetti.

Montipo, Hellas Verona

Verona, equilibrio precario tra aggressività e costruzione

Tra le fragilità più evidenti del Verona spiccano le difficoltà nella gestione difensiva e nella costruzione del gioco. La squadra di Paolo Zanetti si distingue per un approccio spesso troppo aggressivo in fase di non possesso: è infatti prima in Serie A per cartellini – 77 cartellini gialli e 7 cartellini rossi – oltre a figurare tra le prime per numero di tackle a partita. Una statistica che evidenzia il ricorso frequente a interventi al limite, talvolta frutto di ripiegamenti tardivi da parte dei terzi di difesa.

Sul piano tattico, i gialloblù faticano a variare il proprio gioco offensivo, affidandosi con costanza al lancio lungo in profondità a scapito della circolazione palla, che resta macchinosa e poco fluida. Ne deriva una fase di costruzione spesso imprecisa, penalizzata anche da una scarsa qualità nel palleggio e da una solidità difensiva non sempre all’altezza, specie contro avversari in grado di attaccare tra le linee

Suslov, Hellas Verona

Le scelte di Zanetti: conferme e assenze

Per la sfida contro la Roma, Paolo Zanetti dovrebbe confermare il modulo 3-5-2. Tuttavia, dovrà fare a meno di Abdou Harroui, assente per la rottura del legamento crociato, e di Casper Tengstedt, fuori per un problema muscolare. La formazione probabile vede Montipò tra i pali; Coppola, Dawidowicz e Ghilardi in difesa; Tchatchoua e Bradaric sugli esterni; Duda, Serdar e Suslov a centrocampo; in attacco Mosquera e, in caso di recuperto totale, Sarr.

Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Valentini; Coppola; Ghilardi; Bradaric; Bernede; Dawidowicz; Duda; Tchatchoua; Mosquera; Sarr.

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