La Roma dei Friedkin è sempre stata molto attiva sul mercato, per mancanze da colmare o con acquisti importanti che hanno infuocato la piazza. Ogni anno che passa, però, la società viene continuamente criticata per le tempistiche nelle operazioni, e in questa stagione i giallorossi hanno stabilito un nuovo record negativo nell’era dei texani.
Ad oggi, 22 luglio, i capitolini non hanno messo a segno nessun colpo. Tony D’Amico sta lavorando notte e giorno per chiudere il primo acquisto, ma nell’era Friedkin non era mai successo che tifosi e allenatore avessero atteso così tanto un nuovo innesto. Sicuramente questo è stato un anno anomalo per via del Mondiale, e Gian Piero Gasperini spera che i giallorossi possano recuperare terreno il prima possibile.
La prima estate dei Friedkin a pieno regime
La prima sessione di mercato estiva targata Friedkin risale alla stagione 2021-22. In quell’annata si doveva costruire la corazzata per José Mourinho. Il mercato iniziò con l’acquisto di Rui Patricio (il 13 luglio) e si concluse con l’acquisto di Tammy Abraham il 17 agosto. Una dichiarazione d’intenti importante, dato che per sostituire Edin Dzeko i texani sborsarono 41 milioni, mettendo a segno quello che allora era il secondo acquisto più oneroso nella storia del club.
Non mancano, già dall’inizio, sogni mai raggiunti. In questo caso è il turno di Granit Xhaka, a lungo cercato ma mai approdato in giallorosso. Sarà una costante il corteggiamento di giocatori per rinforzare il centrocampo che alla fine sceglieranno per una ragione o un’altra altri club.
Tiago Pinto e i colpi a zero: il nuovo metodo dei Friedkin
La Roma, già alle prese con il settlement agreement, nel 2022 cambia metodologia. Tiago Pinto decide di programmare il mercato da febbraio attaccando con aggressività i parametri zero. Così nel 22-23 arrivano da svincolati Mile Svilar e Nemanja Matic. A questi si aggiunge Dybala che fa esplodere la piazza. Il primo acquisto che ha previsto un accordo economico è stato Zeki Celik (5 luglio), dopo una trattativa estenuante, l’ultimo Mady Camara (31 agosto).
Nella sessione di mercato estiva della stagione successiva si segue lo stesso modus operandi. Arrivano a zero Evan Ndicka e Houssem Aouar. Dal Leeds il 14 luglio arriva il rinforzo per il reparto difensivo, Rasmus Kristensen. L’ultimo accordo è stato siglato con il Chelsea: i Friedkin il 31 agosto regalarono a Mou Romelu Lukaku, presentato in modo sensazionale all’Olimpico. A centrocampo c’è stata un’altra telenovela. I rinforzi per il reparto sono stati Leo Paredes e Renato Sanches, ma i capitolini avevano seguito a lungo Scott McTominay. Alla fine, però, anche lo scozzese non approdò nella Capitale.
La rivoluzione con De Rossi e Ghisolfi
Il 4 gennaio 2024 la Roma annuncia la separazione da Tiago Pinto, pochi giorni dopo arriva anche l’esonero di Mourinho. Di lì a poco Daniele De Rossi sarebbe diventato il nuovo allenatore, mentre per l’uomo mercato è servito aspettare diversi mesi. Il 22 maggio 2024 sui canali ufficiali del club è comparso un comunicato: Florent Ghisolfi era stato scelto come nuovo responsabile dell’area tecnica dell’AS Roma.
Il francese, inaspettatamente, inizia la sua avventura nella Capitale con l’acquisto di un giovanissimo Buba Sangaré, mai d’aiuto per la prima squadra. Il 10 luglio arriva il primo rinforzo per il centrocampo: si tratta di Enzo Le Féè. Poi nel giro di pochi giorni vengono messi a segno due acquisti importanti: Matias Soulé dalla Juventus (30 luglio), e Artem Dovbyk (2 agosto), che ha superato Abraham nella lista degli investimenti più onerosi. Il mercato si chiude il 30 agosto, con gli innesti di Manu Koné e Alexis Saelemaekers. Arrivano poi a zero Mario Hermoso e Mats Hummels, dopo il mancato ok dei medici per Kevin Danso.
Il fallimentare triumvirato Ranieri-Massara-Gasperini
Pronti, via, e con i Friedkin c’è un’altra rivoluzione. De Rossi saluta. al suo posto prima Ivan Juric poi Claudio Ranieri. L’ormai ex tecnico testaccino aveva già chiarito la sua volontà di non continuare sulla panchina, ma fu lui a trovare il suo sostituto. Inoltre il 18 giugno arriva il comunicato della separazione tra il club e Ghisolfi.
Il 19 dello stesso mese veniva annunciata la nomina di Frederic Massara come direttore sportivo. La Roma sembrava pronta ad un progetto duraturo, sotto la guida del triumvirato Massara-Ranieri-Gasperini. Il mercato parte a rilento, e dopo una lunga ed estenuante trattativa per Richard Rios il 20 luglio arriva Neil El Aynaoui, l’acquisto più tardivo dell’era Friedkin.
Pochi giorni dopo c’è anche il primo rinforzo per il reparto offensivo: Evan Ferguson. Il mese di luglio si chiude con gli acquisti di Wesley e Devis Vasquez. La Roma cerca a lungo un esterno offensivo: il nome più discusso è Jadon Sancho, e i giallorossi lavorano settimane per provare a convincere l’inglese. Il classe 2000, però, non accetta la corte dei capitolini, che ripiegano su Leon Bailey, in prestito. Il mercato si chiude con il secondo rinforzo tra i difensori centrali, ovvero Jan Ziolkowski dopo Daniele Ghilardi, e l’arrivo di Kostas Tsimikas, a titolo temporaneo. La fine di questa storia è nota: il triumvirato si sfalda, a gennaio è servita una toppa sugli acquisti fatti e alla fine della stagione è rimasto solo Gasperini.
I Friedkin si affidano a Gasperini: il tecnico resta, ma il contorno cambia e la Roma è lenta, lentissima
Altro giro, altra corsa. Questa stagione inizia con Gasperini al timone. La separazione da Massara è annunciata, e parte la caccia al sostituto. Dopo una corsa a due D’Amico-Manna è il primo ad arrivare nella Capitale, ritrovando l’allenatore di Grugliasco. Per delle tensioni con l’Atalanta il direttore sportivo non può iniziare il suo mandato prima del 1° luglio.
Il dirigente si è dovuto concentrare sui rinnovi dei giocatori in scadenza. Ha trovato l’accordo con Paulo Dybala, mentre tarda ad arrivare quello di Pellegrini. Con Celik sono emerse le prime criticità per la mancanza di programmazione. Da Trigoria sembrava tutto fatto per la permanenza del turco, ma il 16 luglio è stato ufficializzato dalla Juventus. Summerville, Alejandro Garnacho e non solo: la Roma segue tanti nomi ma non riesce a chiudere le operazioni. E le altre sfruttano i tentennamenti dei capitolini per inserirsi con decisione.








d’amico prende mazzette da qualche altra società che ci vuole affondare se no non farebbe sapere a nessuno il nostro baget invece si fa smascherare con tre rilanci per perdere tempo e non comprare
ci vuole pinto per rialzarsi velocemente in piedi e ripartire alla grande
Maledetti
Assurdo. Perdiamo tempo a inseguire calciatori costosi che sono fuori portata . Ma perché non puntare su giocatori Italiani o altri giocatori anche stranieri funzionali al nostro progetto? Mah
فشله بخلاء
Fredkin go home!
Che capre
Questi sono la rovina della Roma.
Nun c’è la grana
Programmazione inesistente e non e’ il primo anno.