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Il Tempo, “Il 2019 è l’anno dello Stadio della Roma, per Ottobre possibile inizio dei cantieri”

Sulle pagine de Il Tempo, a firma di Magliaro, si legge come il 2019 sarà l’anno dello Stadio della Roma di Tor di Valle: 12 mesi per assistere alla posa della prima pietra dello Stadio della Roma di Tor di Valle con la speranza di iniziare già a ottobre per inaugurarlo, dopo due anni di lavori, per la stagione calcistica 2021/2022.

Le prime scadenze, i lavori in Campodoglio e la convenzione urbanistica.
La prima scadenza è l’arrivo, entro il 9 gennaio, della relazione definitiva del Politecnico di Torino sulla mobilità. In Campidoglio hanno spedito a Torino svariati documenti per ottenere una relazione definitiva che “benedica” le scelte dei 5Stelle di cancellare le opere di mobilità per ottenere il taglio delle cubature. Il Campidoglio sta lavorando alla stesura di due accordi preliminari alla variante e alla convenzione urbanistica. Uno con la Città Metropolitana, proprietaria della via del Mare/Ostiense, necessario ad adeguare carte e progettazioni necessarie per procedere con i lavori di unificazione e allargamento delle due arterie e il contestuale innesto del Ponte dei Congressi. Il secondo protocollo d’intesa è con la Regione Lazio, proprietaria della ferrovia Roma-Lido di Ostia, per destinare i 45 milioni di euro del contributo costo di costruzione dovuto dai proponenti all’acquisto di nuovi treni e al «revamping» di alcuni di quelli vecchi. La firma di questi due accordi è propedeutica al voto in Consiglio comunale della Variante, con osservazioni e controdeduzioni, e della Convenzione urbanistica. È possibile che anche la relazione del Politecnico possa essere inserita negli atti, vista la disponibilità espressa dal premier, Giuseppe Conte, che ha annunciato il possibile intervento del Governo per finanziare l’opera. Ad oggi, il voto è atteso entro la primavera, prevedibilmente fra febbraio e marzo.

Il passaggio in Regione.
Votati i due testi di Variante e Convenzione, tutto il dossier, incluse le fidejussioni bancarie che i proponenti dovranno sottoscrivere, tornerà in Regione Lazio che chiederà a tutti i vari Enti che avevano espresso prescrizioni in Conferenza di Servizi di verificare se queste sono state effettivamente accolte o meno nella progettazione: moltissime, però, possono essere inserite nei progetti esecutivi (non soggetti a controllo o revisione da alcun organismo). Raccolti tutti i via libera, verrà predisposta una determina dirigenziale con cui si approva definitivamente il progetto. La determina, poi, dovrà essere adottata con apposita delibera di Giunta Regionale. Questi passaggi dovrebbero portare via un mese e sono quelli che concludono in modo definitivo l’iter. Approvata la delibera regionale, i proponenti potranno iniziare a preparare le aree con le bonifiche arboree, dai rifiuti e dai possibili ordigni bellici. Subito dopo, dovrà partire la campagna di scavi archeologici preventivi decisa in accordo con la Soprintendenza. Tutte queste attività, soprattutto gli scavi archeologici, possono richiedere un semestre circa, periodo che i proponenti potranno utilizzare per le procedure per le gare europee: prima la certificazione dei progetti esecutivi da apposita società specializzata, poi i bandi di gara europei, quindi le assegnazioni ai vincitori degli appalti delle opere di pubblico interesse.

Tempistiche.
Al netto di possibili ritardi burocratici e ricorsi su variante e sulle gare europee, se a marzo il Consiglio comunale licenzierà variante e convenzione, per aprile dovrebbe arrivare il via libera della Regione. Sei mesi per bonifiche, archeologia e gare europee e, per ottobre, si potrebbe partire con i cantieri. L’obiettivo reale sia del Campidoglio che della Roma è non scavallare dicembre.

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