Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Approfondimenti

L’Avversario, così Sinisa Mihajlovic ha cambiato il Bologna (VIDEO)

Con l’arrivo di Mihajlovic è tutto un altro Bologna

Da Inzaghi a Mihajlovic, il Bologna sulla via della redenzione

18 punti in campionato a pari con l’Empoli terzultimo. Non è certo questo quello che si aspettavano i tifosi del Bologna a inizio stagione quando si presentò Filippo Inzaghi sulla panchina felsinea. L’avventura dell’ex tecnico del Venezia è durata poco più di 6 mesi, fatale la sconfitta casalinga per 0-4 con il Frosinone. Appena 24 ore dopo infatti subentra Sinisa Mihajlovic come nuovo allenatore. E all’improvviso tutto cambia. Con uno score di 2 vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte il Bologna aveva un destino quanto mai drammaticamente già ben definito. L’arrivo di Mihajlovic ha riacceso le speranze perché dopo appena una settimana arrivano subito tre punti pesantissimi ottenuti a San Siro contro l’Inter per 0-1 (decide Santander). Altri 7 giorni e arriva il pari con il Genoa per 1-1, non il massimo ottenuto ma la consapevolezza che il Bologna è una nuova squadra: viva e dalla grande intensità ritrovata. Il calendario per Mihajlovic non è benevolo: davanti a sé ha subito la Roma e poi la Juventus, servono urgentemente punti per la salvezza. Il cammino si farà un passo per volta ma il Bologna adesso fornisce l’impressione di essere una squadra vera, non adatta ai bassifondi della classifica.

I cambiamenti firmati Sinisa Mihajlovic

I cambiamenti portati da Sinisa Mihajlovic hanno inciso sulle fondamenta di una squadra ridotta in macerie. Il Bologna sotto la guida del serbo è passata dal 3-5-2 al 4-2-3-1 mutabile facilmente in 4-3-3, eliminando il contropiede e passando ad un calcio fatto di intensità e recupero rapido del pallone con un baricentro più alto di circa 20 metri. Un modo totalmente nuovo di intendere il calcio che ha avuto bisogno anche di ritrovare stimoli psico-fisici, per questo Mihajlovic ha intrattenuto colloqui individuali serrati quotidianamente in queste prime tre settimane azzerando le gerarchie di spogliatoio e riorganizzando la preparazione atletica. Se da un lato Santander rimane un punto fermo in attacco, dall’altro è vero che Mihajlovic ha recuperato Mattia Destro (in gol contro il Genoa la scorsa settimana) e Riccardo Orsolini, esterno offensivo svantaggiato dalla gestione Inzaghi per via delle scelte tattiche, soffermandoci sugli esterni gli innesti di Sansone ed Edera rappresentano una vera e propria linfa vitale rinnovata per i rossoblù. A trarre giovamento dalla cura Sinisa è soprattutto il reparto difensivo: Mbaye spostato sulla destra mentre trova spazio Lyanco al fianco dell’esperto Danilo e Mattiello sull’out di sinistra. A centrocampo rinnovate le energie per Poli, Pulgar e Soriano a cui si aggiunge uno Dzemaili nuovamente in rampa di lancio.

Contro la Roma saranno però out Orsolini per una lesione muscolare al polpaccio, Lyanco per il medesimo infortunio e Gonzalez per uno stiramento del pettineo. Si aggiunge anche Palacio out per squalifica. In difesa ballottaggio tra Helander e Calabresi per sostituire Lyanco, Mattiello e Dijks per ricoprire l’out difensivo di sinistra e in avanti potrebbe guadagnarsi una maglia da titolare anche Mattia Destro con Santander, però, che resta favorito.
La probabile formazione potrebbe dunque essere la seguente:

Bologna (4-3-3): Skorupski; Mbaye, Danilo, Helander, Mattiello; Poli, Pulgar, Soriano; Sansone, Santander, Edera.
A disposizione: Da Costa, Calabresi, Paz, Dijks, Donsah, Nagy, Krejci, Svanbeg, Dzemaili, Falcinelli, Destro.

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Approfondimenti