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“Vai al diavolo James e ridacci il coperchio”

Lo sfogo dell’avv. Lorenzo Contucci sulla vicenda De Rossi

“James.
Per che cosa, James?
Per cosa hai distrutto la romanità?
Avevamo solo quella e, chissà perché, tu e quell’altro – che pure ai tempi di Rosella ho stimato – avete deciso di togliercela.
Quell’altro deliberatamente, tu con incredibile spensieratezza, il che è peggio.
Ed è stato come togliere il coperchio a una pentola a pressione.
L’acqua bolliva, eccome se bolliva, il coperchio a volte traballava ma non cadeva in terra.
Ha traballato tanto.
Il primo grande, fortissimo, sbuffo di acqua calda che lo ha sollevato in alto per poi purtroppo farlo ricadere sulla stessa pentola è stato quando ci hai modificato lo stemma, James, togliendo l’acronimo a noi tanto caro.
Senza dircelo, James.
Senza chiedercelo, James.
Degli altri non ce ne frega nulla, James.
Noi siamo noi.
Beh si, tu sei il proprietario economico James, e fai quello che ti pare James, ma noi siamo i proprietari morali, sin dal 1927.
E tutto questo nella settimana prima della finale di Coppa Italia contro quegli altri, James.
Ancora smadonno.
Ma tanto “basta che se vince, ce po’ sta pure ‘na mucca”, vero, tifoso romanista che lo hai scritto su qualche social ben più di un lustro fa?
Ed hai sottovalutato tutto James: pensavi di stare nel deserto dell’Alabama per poter costruire uno stadio in due anni e farci vincere scudetto, champions league ed esportare il brand Roma nel mondo?
Beh, ti do’ una brutta notizia: non hai costruito ancora nulla, non hai vinto nulla e a Manchester, ancora oggi 20 maggio 2019, vedo solo magliette del ManU, del ManC e della Juve. E quelle di Salah, l”anima de li m****** ***.
E pure per il progetto del nuovo stadio ti avevamo chiesto di avere riguardo ad alcuni particolari, quando lo avresti fatto costruire.
Lettera morta.
Nel frattempo, ci hai dato dei fucking idiots per striscioni sicuramente discutibili ma che, con il tuo tatto da elefante nel negozio di cristalli, hai affrontato nel modo più sbagliato.
E così – a quelli nun je pareva vero – le barriere.
Da cowboy, per lo meno inizialmente, non possono che averti fatto piacere, James.
Il tuo basket te lo vedi con noccioline, Big Mac, maxi schermo e leggiadre ragazze pon pon, del resto.
La pratica l’hai poi accollata a chi stava a Roma, vero James? Soprattutto quando i ragazzi della Sud hanno abbandonato la curva, in una astinenza parificabile al dormire accanto a Belen guardando i cartoni animati.
James. Oh, James.
Un allenamento a Trigoria – ammesso e non concesso che ti sia venuta la curiosità di vedere dov’è su Google Maps – non lo hai mai visto e hai aperto la tua storia nella nostra città dicendo di sapere che i tifosi della Roma erano matti ma che tu eri più matto.
Ma tra essere matto e comportarsi in questo modo c’è un oceano.
Eppure, se sei diventato milionario, non puoi essere un coglione.
Così come non sei romanista, di certo non sei un coglione.
Ma un indifferente, insensibile, amorale affarista si, lasciamelo dire.
Il tutto tra un “meglio un quarto posto che la coppa Italia”, plusvalenze e scelte di giocatori in linea perfetta con la nostra storia.
La gestione del caso Totti.
L’azienda.
Per una squadra di calcio.
Hai mai visto dei clienti di un supermercato esultare per uno yogurt, James?

Daniele, James.
Daniele, cristiddio.
Il tuo trattarlo come un giocatore qualsiasi, disprezzando i nostri sentimenti.
Almeno Baldini l’ha fatto con l’intenzione.
L’intenzione di un de-romanizzatore silenzioso.
Tu no, James.
Tu forse manco lo sai chi è Daniele ed ho seri dubbi che tu resista al fuso orario per vedere una partita della Roma come fa qualsiasi Romanista quando sta in vacanza dall’altra parte del mondo.
Pure se la squadra è “tua”, James.
Ed allora, la storia per noi è semplice: tu sei qui solo per il tuo stadio, per il quale farai i prezzi e ci negherai stendardi e bandiere?
Bene, noi lo stadio non lo vogliamo.
Vogliamo solo che tu venda la Roma, perché è meglio ricominciare da zero che essere svuotati dei sentimenti e trattati in questo modo.
Ti daremo filo da torcere, James.
Vai al diavolo James, e ridacci il coperchio”.

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