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L’Identikit, José Bordalas: il “nuovo Simeone” che ha stregato la Spagna

Il tecnico del Getafe è finito nel mirino dei giallorossi

Il più fedele interprete del “Cholismo”. Così si potrebbe definire in poche parole José “Pepe” Bordalas, allenatore del Getafe. Il tecnico spagnolo utilizza un 4-4-2 di certo non spettacolare (fu esonerato dall’Alaves per aver vinto 15 partite sulle 21 totali con una rete di scarto) ma sicuramente efficace, che fa della compattezza e delle ripartenze i suoi punti di forza. Un allenatore maniacale ed esperto nella gestione del gruppo: vuole giocatori uniti contro un nemico comune. Per questo è solito controllare ogni aspetto dalla dieta all’allenamento (con sessioni piuttosto pesanti) passando per il riposo e la tattica. L’aggressività è il suo marchio di fabbrica, il suo Getafe è una delle squadre più “cattive” della Liga e con la media di possesso palla più bassa dell’intero campionato (42,6% di media a partita).

Anche l’utilizzo dei social network, e dei cellulari in generale, passa sotto il suo controllo. Bordalas, infatti, ha limitato l’uso degli smartphone alle sedute di fisioterapia. A pranzo e durante le sessioni video sono espressamente vietati perché vuole che i suoi calciatori si guardino negli occhi e facciano gruppo.

Carriera

José Bordalas, detto Pepe, tecnico 55enne del Getafe, è finito nel mirino della Roma per la stagione 2019-20. Dopo un’iniziale gavetta passata tra Alicante, Benidorm, Perez Zeledon e Novelda, nel 2006 si siede sulla panchina dell’Hercules, club nel quale è cresciuto calcisticamente, che milita in Segunda Division. La prima stagione si conclude con la salvezza, nella successiva, invece, viene esonerato dopo 7 partite. Nel 2007 passa all’Alcoyano, in Tercera Division. Complici le due ottime annate alla guida della squadra, nel 2009 diventa allenatore dell’Elche.

Nella stagione 2010-11, la squadra di Bordalas arriva ad un passo dalla Liga, fermandosi solo alla finale playoff contro il Granada. Nella stagione 2012-13 allena l’Alcorcon con il quale raggiunge nuovamente i playoff. Nel 2015 arriva la prestigiosa telefonata dell’Alaves, che riporta in Liga vincendo il campionato. Viene esonerato perché i vertici del club basco ritiene il suo stile di gioco poco attraente. Dall’ottobre 2016 allena il Getafe, partito in Segunda, che porta di nuovo in Liga. Chiude la sua prima annata nella massima serie all’ottavo posto, poi, nella stagione appena conclusa, centra un clamoroso quinto posto a soli 2 punti dalla qualificazione in Champions League.

La stagione con il Getafe gli è valsa le chiamate di molti club europei. Il tecnico degli “Azulones“, premiato come miglior tecnico della Liga, ha fatto sapere che non intende muoversi: “Se resterò al Getafe? È una soddisfazione sentire l’amore dei tifosi, il loro affetto. Mi hanno chiesto di restare. È normale per un allenatore cambiare squadra, il presidente lo sa e capirebbe se dovesse succedere. Ma oggi il mio pensiero è di continuare qui. Il mio agente mi ha riportato alcune offerte, ma nessuna squadra interessata mi avrebbe consentito di fare un salto di qualità. Mi hanno contattato da altri campionati, ma non buone proposte e così non sono state menzionate. Vedremo cosa succederà“.

 

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