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Il rapporto tra Totti e Pallotta: il difficile passaggio dal campo alla scrivania e il “terzo incomodo” Baldini

Dagli ultimi anni da calciatore alle dimissioni: una convivenza che non è mai decollata

Dalle ore 12:41 del 17 giugno 2019 Francesco Totti non è più legato alla Roma. Un’unione che sembrava indissolubile e durava dal lontano 1989, quando il ragazzino di via Vetulonia ha messo per la prima volta piede a Trigoria. Dopo 30 anni Totti e la Roma si staccano, forse per sempre, a meno che, parola dello storico numero dieci, “una nuova proprietà dimostri di credere in me e di volermi“.

Non è un mistero che il rapporto fra Totti e la proprietà americana non sia mai decollato: Pallotta e l’ex capitano, per ammissione di quest’ultimo, si sono parlati poco e niente nel corso di questi anni anche e soprattutto per distanze linguistiche (non è un mistero che Totti non mastichi l’inglese così come Pallotta mastichi altrettanto poco l’italiano). L’avvalersi da parte dell’imprenditore americano della figura di Franco Baldini come consigliere personale non ha aiutato, anzi, ha reso impossibile la costruzione del rapporto.

L’ultimo scampolo da giocatore

A ciò si è aggiunta la gestione degli ultimi anni della carriera di Totti, compito che comunque non sarebbe stato facile per nessuno. Fosse stato per Pallotta il numero 10 avrebbe smesso nell’estate del 2016, ma le prestazioni e le reti nell’ultimo scampolo di stagione (fenomenale la doppietta al Torino in 3 minuti) che permisero alla Roma di agguantare il terzo posto e sfiorare il secondo, convinsero il presidente giallorosso a prolungare il contratto fino al giugno 2017. Alla firma del rinnovo, il 7 giugno 2016, nell’annuncio sul profilo Twitter della società giallorossa si legge: “Ufficiale: l’AS Roma annuncia l’ultima stagione di Totti da calciatore“. E con il passaggio dal campo alla scrivania dopo il 28 maggio 2017 le cose non sono andate che peggiorando.

Il ruolo da dirigente

Non è un mistero che Totti abbia “sofferto” oltremodo il cambio di posizione da calciatore a dirigente. Nei due anni passati nel suo ufficio di Trigoria, l’ex capitano non ha mai nascosto il fatto di voler più potere e incidere realmente nelle scelte tecniche, ribadendolo anche in questa stagione: “Se potessi cambierei molte cose alla Roma“. Per lui è stato profilato un ruolo da dirigente “operativo” al fianco di Monchi, che però nei fatti non era nulla più che di mera rappresentanza.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la convocazione per la riunione di Londra con Fonseca avvenuta, a detta dell’ex capitano, appena due giorni prima e con tutto che era stato ormai deciso. Inoltre, quando Pallotta è venuto a sapere da Guido Fienga che Totti avrebbe rifiutato il ruolo di direttore tecnico, il presidente ha provato a contattare l’ex 10 al telefono, senza però ricevere risposta né una richiamata. Questo, da solo, spiega la frattura creatasi tra lo storico capitano e l’imprenditore di Boston, accusato di averlo messo in un angolo, con buona pace della lettera pubblicata da Pallotta il 31 maggio scorso nella quale il presidente giallorosso si diceva “testimone di quanto stia proseguendo la maturazione di Francesco come dirigente. La sua maturità, le sue intuizioni e la sua competenza, nel confronto con me e con Guido riguardo un potenziale candidato alla panchina, sono state più utili dei consigli di chiunque altro“. Bugie, a detta dell’ex capitano giallorosso.

A Totti non è piaciuta nemmeno la gestione della situazione del mancato rinnovo di contratto di Daniele De Rossi, annunciato al centrocampista di Ostia solamente il 13 maggio scorso, due settimane prima della fine del campionato. In conclusione, l’ex capitano ha anche spiegato come l’assenza prolungata di Pallotta da Roma crei qualche problema, specificando che “in due anni non ho mai sentito nessuno, né Pallotta né Baldini. Dopo l’addio di due anni fa non ho mai avuto modo di parlare con il presidente“.

Il ruolo di Baldini

(foto: Gino Mancini) A.S. Roma 2012/2013 Nella foto: PALLOTTA BALDINI PANNES

Nella conferenza dell’altro ieri, pur non nominandolo praticamente mai, Totti ha lasciato intendere come uno dei motivi della separazione sia stato Franco Baldini reo, secondo l’ex capitano, di “avere il pensiero fisso di togliere i romani dalla Romae la tendenza di Pallotta a “fidarsi delle persone sbagliate che vogliono il male della Roma“. Un altro punto che l’ormai ex dirigente contesta alla proprietà è che “cantano troppi galli e farlo a Trigoria non ha senso perché tanto l’ultima parola spetta a Londra“. Il fidarsi ciecamente del suo consigliere ombra, non è mai piaciuto a Totti che, vedendo le resistenze del presidente, ha deciso di farsi da parte chiudendo con una stoccata: “Tutti possono sbagliare, ma se si sbaglia per otto anni di fila devi cambiare qualcosa“.

 

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