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Roma, al via le cinque giornate di Petrachi

Cinque giorni di lavoro per rivoluzionare (o quasi) l’organico giallorosso

Nove operazioni in 5 giorni. È l’impresa che Petrachi si è riservato per questo finale di mercato: stravolgere la rosa – completandola con qualche innesto – ma al tempo stesso ridurla, liberandosi degli elementi che non rientrano nei piani di Fonseca. Tre i calciatori in entrata: Kalinic, uno tra Rugani e Lovren, più l’esterno offensivo. Ben sei quelli in uscita: Defrel, Schick, Bianda, Gonalons, Olsen e Santon ( mentre Coric è già dell’Almeria: prestito con diritto di riscatto a 6 milioni). Senza contare i due ragazzi della Primavera (Celar e Riccardi) che rimangono in bilico per l’annosa questione-plusvalenze.

Una corsa contro il tempo che il tecnico portoghese sperava di evitare, come ha ricordato prima del match contro il Genoa («È normale che da tempo mi sarebbe piaciuto avere un centrale in più»). Dovrà invece ancora attendere. La due giorni di Paratici nella Capitale (terminata ieri all’ora di pranzo), s’è conclusa con una fumata grigia. Perché paradossalmente le parti si sono avvicinate sulla valutazione complessiva del calciatore ma rimane una differenza di fondo: la Roma (consapevole che a Torino hanno bisogno di vendere) offre per il difensore il prestito con diritto di riscatto mentre la Juventus esige l’obbligo.

Il club bianconero, pur di ottenere questa formula, ha proposto anche il prestito gratuito di Mandzukic (ora vicino al Psg), scartato a malincuore a Trigoria per lo stipendio oneroso (5 milioni). È dunque in atto un braccio di ferro, con Petrachi che nel frattempo ha riattivato il canale che porta a Lovren. Prima di Ferragosto, il lavoro degli intermediari era riuscito ad abbassare la valutazione del croato da 25 a 15 milioni (3+12) con il riscatto del calciatore subordinato ad un numero di presenze. Sapendo delle difficoltà del club giallorosso a reperire un difensore, nelle ultime ore il Liverpool è tornato a chiederne 20 (bonus compresi) e vuole l’obbligo. A Trigoria non si scompongono e hanno ricominciato a trattare. Lo scrive “Il Messaggero”.

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