Nuovo colpo di scena nella lunga vicenda legale tra Gianluca Petrachi e la Roma. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’ex direttore sportivo, annullando la sentenza della Corte d’Appello che lo aveva condannato al risarcimento di 5 milioni di euro in favore del club giallorosso. Una svolta che riapre il processo e riporta la questione davanti ai giudici di secondo grado per una nuova valutazione.
Il contenzioso trae origine dal licenziamento del dirigente nel 2020, avvenuto durante la gestione di James Pallotta. Secondo la società, il provvedimento era giustificato da comportamenti ritenuti incompatibili con il ruolo dirigenziale. Petrachi, al contrario, aveva contestato la legittimità dell’allontanamento, dando avvio a una lunga battaglia in sede giudiziaria.
Nel primo grado di giudizio, il Tribunale del Lavoro aveva dato ragione all’ex ds, dichiarando illegittimo il licenziamento. Tuttavia, nell’estate del 2023 la Corte d’Appello aveva ribaltato il verdetto, attribuendo a Petrachi la responsabilità del contrasto con la società e condannandolo a un pesante risarcimento.
Ora, la Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del dirigente, evidenziando la necessità di un nuovo esame del caso da parte dei giudici d’appello. L’annullamento della sentenza precedente riapre di fatto il processo, offrendo a Petrachi una nuova opportunità di ottenere un verdetto favorevole.


