Contro la Roma è arrivata la sesta sconfitta in sette gare per il Sassuolo di Alberto Aquilani, sempre più a rischio esonero dopo che la sua squadra è precipitata al diciassettesimo posto in classifica.
Al termine della gara dell’Olimpico, che ha visto i neroverdi cadere per 3-0 sotto i colpi dei giallorossi, Aquilani ha parlato in zona mista per commentare la prestazione degli emiliani.
Aquilani a Dazn
Dopo il primo gol, Hermoso ha subito cercato di caricare i compagni, quasi temesse un calo mentale. Al di là della forza della Roma, è proprio la tenuta psicologica della squadra a preoccuparla maggiormente?
“È una delle cose, perché nelle ultime partite il segnale era stato proprio quello, ovvero che alla prima difficoltà potevamo mollare dal punto di vista dell’attenzione e della concentrazione. Quindi era un qualcosa su cui abbiamo battuto, un qualcosa che sicuramente in queste ultime quattro o cinque partite ci ha penalizzato. Però diciamo che oggi non è stato questo il problema della partita, ma sono state una serie di cose”.
Alberto, anche a me sembra che il Sassuolo stia soffrendo soprattutto sul piano della personalità. Non mi sembra una squadra con particolari problemi tecnico-tattici, ma in questo momento manca qualcosa a livello caratteriale. È così?
“Anche, sì, sì, anche. È un po’ quello che ho dichiarato ai vostri colleghi prima. È ovvio che c’è l’aspetto dei gol presi, ma poi c’è l’aspetto di quella personalità in questo tipo di campi, in questo tipo di momenti, di volere un po’ più la palla, di voler sbagliare meno. Può essere personalità, può essere coraggio, ma può essere anche qualità. Ci vuole più qualità. E quindi oggi è un po’ quello, hai visto troppo poco in tutto, con la palla, senza palla, come idea. C’è stata una partita di niente. Probabilmente qualcosina in più, nonostante la Roma non abbia niente a che vedere con noi, ce lo potevamo aspettare”.
La fase difensiva continua a creare problemi. Tra infortuni, assenze e continui cambiamenti, questa sosta può aiutarla a trovare un assetto stabile? Quale sarebbe la difesa ideale con i giocatori a disposizione?
“Sì, purtroppo è da quest’estate che abbiamo grossi problemi lì dietro, perché a volte i giocatori non c’erano proprio. Abbiamo avuto un crociato, abbiamo avuto Idzes, che credo abbia giocato su undici partite tre o quattro, Walukiewicz ne ha giocate due. Giocatori che tornano da un anno, un anno e mezzo di infortunio, Caleta-Car che arriva e che era fuori rosa al Lione. Sono situazioni che si sono accavallate e non abbiamo avuto sicuramente certezze da questo punto di vista, abbiamo sempre dovuto cambiare. Quindi è un problema, perché poi oltre a questo ci sono stati tanti errori e sicuramente troppi gol presi. Poi è una componente di cose, penso che non sia soltanto per questo motivo, ma dietro abbiamo avuto sicuramente delle difficoltà che da inizio anno non ci hanno permesso di lavorare magari come volevamo. È ovvio che avevi un’idea a inizio anno, perché avevi un tipo di idea. Oggi quell’idea già non c’è più, perché sei obbligato a pensare diversamente. Però bisogna trovare la quadra, perché le difficoltà sono evidenti”.
È probabilmente la prima volta che affronta un momento così complicato da allenatore in Serie A. Come lo sta vivendo personalmente? Quanto è importante sentire la piena fiducia della società, considerando anche le voci sul suo futuro?
“Ma no, io la fiducia della società l’ho sempre sentita, ma allo stesso tempo mi rendo conto che faccio l’allenatore e un allenatore che perde quattro o cinque partite di fila è messo in discussione. Questo vale al Sassuolo, ma penso che valga in tutte le squadre del mondo. Poi però la società non va in campo, sono i giocatori quelli che vanno in campo. Quindi poi la fiducia io la devo riporre nei calciatori, che lavorano bene, che si impegnano, che secondo me stanno dando tutto. Ma questo tutto oggi non è sufficiente. Quindi è un po’ lì l’analisi. Secondo me non è tanto società o meno, o altri discorsi. È che in questo momento io in primis, perché sono il responsabile, e i calciatori insieme a me ci dobbiamo rendere conto che la Serie A ti richiede qualcosa in più e questo oggi non c’è. All’inizio andavamo bene, all’inizio giocavamo bene, all’inizio eravamo anche leggeri. Quando inizi a perdere le partite, una, due, tre, quattro, vai sempre alla ricerca di capire dove sta il problema. Poi magari perdi anche quella leggerezza, che è quella che ci è mancata stasera. La palla brucia, non fai tre passaggi di fila e sembra che la Roma sia una squadra che gioca anche tre categorie di differenza rispetto a te. È un po’ il susseguirsi di cose, secondo me”.

Aquilani a Sky
Cos’è mancato stasera?
“Credo si sia spenta la luce. Oggi non c’è stata partita in niente. Non era oggi che pensavamo di venire qui e vincere ma non mi aspettavo così poco. La Roma è troppo più forte di noi. È stato troppo facile segnarci. Oggi serviva personalità e qualità, oggi non ho visto nulla di tutto ciò. Ci siamo messi a 5 per difendere ma dopo il primo gol non c’è stato più nulla. Mi aspetto di più sotto tanti aspetti anche guardando le qualità di alcuni ragazzi.
Perché salverà il Sassuolo?
“Perché è il mio lavoro. C’è anche la dignità nella vita, non si sfugge alle difficoltà che sono molte. Serve tenere un certo livello per giocare in certi stadi”.


