Resta in contatto
Sito appartenente al Network

News

Napoleoni: “Sono tifoso della Roma. Il mio sogno è correre sotto la Sud”

“L’addio di Totti e De Rossi? Quando non servi più a nessuno ti voltano tutti le spalle”

Stefano Napoleoni, attaccante romano e tifoso giallorosso, ha raccontato ai microfoni di Retesport la sua amarezza di non poter giocare contro la Roma giovedì sera visto che è stato ceduto poche ore dopo il sorteggio di Europa League al club turco del Goztepe. Queste le sue parole:

Per poco non giocherà all’Olimpico contro la Roma. 
“Sapevo del mio trasferimento, ma dopo il sorteggio di Europa League è stato difficile accettarlo. Avevo però deciso di accettare questa offerta per avere maggiore minutaggio”. 

Come si vive il fatto di essere tifati da Erdogan?
“Personalmente non l’ho mai sentita, non ne ho mai dato tanto peso. Erano più le persone al di fuori che mi parlavano del tifo del presidente, dentro lo spogliatoio non ci facevamo caso. In Turchia l’Istanbul Başakşehir non è una squadra piaciuta da tutti, né tantomeno dalle altre squadre”. 

Come si trova in Turchia?
“Ormai sono abituato, ho fatto il giramondo. Il primo periodo a Istanbul è stato un po’ complicato per l’ambientamento, ma è una città bellissima. Anche Smirne è una città bellissima meno caotica rispetto alla capitale turca”. 

Carriera è cominciata al Tor di Quinto. C’è mai stata la possibilità di tornare a giocare in Italia?
“L’ultima esperienza italiana è stata proprio al Tor di Quinto, poi Boniek mi vide giocare nei campionati nazionali e mi portò in Polonia. Ho avuto qualche interessamento da club italiani ma non sono mai state importanti. Anche essendo italiano venivo trattato come un giocatore straniero, quasi a farmi il favore di rientrare in Italia. Solo una volta sono stato vicino a firmare per il Siena, ma non c’erano le basi e mi sono spostato in Grecia”. 

Il Basaksehir può uscire imbattuto dall’Olimpico? 
“Credo sia molto complicato, spero poche speranze perché sono tifoso romanista. Hanno avuto un inizio difficile in campionato e non stanno andando bene”. 

L’addio di Totti e De Rossi?
“Sono stati due addii difficili da mandare giù, forse più per De Rossi che è stata una cosa inaspettata. Da tifoso non mi sono piaciuti come sono arrivati questi addii, ma conosco il calcio e so come va: quando non servi più ti girano le spalle. Sta diventando sempre peggio, purtroppo si pensa soltanto ai soldi e la passione sta andando via”. 

La Roma di Fonseca? 
“Dobbiamo dare tempo al tecnico, anche se noi tifosi della Roma abbiamo tanta pazienza. La campagna acquisti non mi è dipiaciuta, ci sono giovani molto interessanti”. 

La 10 a Pellegrini?
“No, sono contentissimo di Pellegrini perché sta facendo molto bene ma non riesco a vedere questo numero su un’altra maglia che non sia quella di Totti. Se continua così nei prossimi anni possiamo pensarci, ma sto ancora pensando a Francesco e sono molto nostalgico”.

I pericoli del Basaksehir.
“Se ci fossi stato io si sarebbe dovuta preoccupare. Se avrei esultato? Sì, sotto la Sud… Sicuramente mi sarei preso tanti insulti ma è un sogno che ho fin da quando ero piccolo e sarei disposto a tutto per realizzarlo. L’Istanbul Başakşehir non ha principali punti di forza, anche perché è arrivato un nuovo allenatore e sta ancora cercando la quadra giusta per riuscire a risollevare una situazione in questo momento particolarmente complicata. Un giocatore da tenere sotto controllo è Visca, l’esterno destro bosniaco: è rapido, cerca sempre il tiro e d è forte nei contropiede”. 

1 Commento
Subscribe
Notificami
guest

1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da News