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Gravina: “Serie A a porte chiuse? Aspettiamo una risposta dal Governo”

Le parole del presidente della FIGC

Di seguito le parole del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, sulle conseguenze che il Coronavirus avrà sul mondo del calcio.

Incontro – “Questa mattina abbiamo avuto un incontro importante, ispirato da un principio di grande senso di responsabilità che aveva diversi obiettivi, in ordine di urgenza. Abbiamo affrontato in primis il tema delle nostre nazionali, perché noi da ieri abbiamo convocato per incontri nazionali ed internazionali diverse selezioni, dall’Under 15, alla 16 e alla 17, che sono impegnate in diverse parti del mondo per capire come muoversi nelle prossime settimane. Abbiamo annullato una serie di stage richiesti dal nostro mister Mancini, diversi corsi di formazione e preparazione di procuratori e direttori sportivi, tutto ciò che può essere svolto successivamente”.

Campionati – “Abbiamo deciso, per quanto riguarda la Lega Pro, di rinviare le prossime due giornate dei gironi A e B. Idem per la Serie B, per quanto riguarda le partite che rientrano nella gestione di alcune ordinanze emesse dal ministro della salute. Tutto ciò che comporta movimenti e spostamenti verso zone critiche è stato stoppato”.

Serie A – “Abbiamo inoltrato una richiesta ufficiale per la gara di Europa League dell’Inter e siamo in attesa di un riscontro. Ci è stato però anticipato come probabilmente positivo per quanto riguarda la fattibilità della gara. Senza creare allarmismi abbiamo chiesto di coordinare le diverse ordinanze a livello regionale e locale, prevedendo anche la possibilità, in estrema ratio, di poter disputare le partite a porte chiuse, cosa che probabilmente dovrebbe avvenire già domenica salvo ulteriori proposte organizzative dalla Lega di Serie A”.

Conferma quindi che Inter-Ludogorets si giocherà a Milano?
“Si”.

C’è il rischio di un blocco totale delle attività sportive?
“Per il momento quello che emerge è una disposizione della sospensione delle manifestazioni sportive in alcune aree dell’Italia. Abbiamo dovuto diversificare le manifestazioni da quelle aperte al pubblico e non. Se ci sarà un peggioramento della situazione ci atterremo alle disposizioni del nostro Governo. Si naviga a vista ma con un po’ più di serenità. Dobbiamo tutti insieme collaborare per ottenere i migliori risultati”.

E’ vietata la trasferta ai tifosi ospiti che arrivano dalle zone contagiate?
“Per il momento sì. C’è un divieto, ma non abbiamo parlato di rimborso biglietti. Faremo un passaggio con l’Antitrust. Sarà un aspetto economico importante da valutare. Il Governo ha previsto una serie di risarcimenti”.

E’ ipotizzabile Juve-Inter a porte aperte?
“Sarei l’uomo più felice del mondo. Ad oggi mi sembra che tutti siano allineati con la data del primo marzo per l’ordinanza governativa”.

Nel resto del territorio nazionale si giocherà a porte aperte?
“Ci atteniamo alle ordinanze e sono chiare. Al di là del ricorso a porte chiuse o meno. La Lega Pro che ha degli slot per gli infrasettimanali ha deciso di rinviare le prossime due giornate prendendo una decisione diversa dagli altri”.

Avete iniziato a mettere sul piatto possibilità alternative nel caso in cui non fosse sufficiente chiudere le porte al pubblico negli stadi?
“Stiamo riflettendo. Non a caso il gruppo di lavoro che abbiamo istituito sta cercando delle ipotesi che oggi non vale la pena affrontare perché”.

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