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Tavecchio: “Si possono congelare i campionati e ritenerli nulli”

“Congelare i campionati e ripartire a settembre oppure fermi fino alla prossima estate”

L’ex presidente della FIGC Carlo Tavecchio ha rilasciato un’intervista a calciomercato.com nella quale ha parlato dell’attuale situazione del calcio italiano. Inoltre, il lombardo ha spiegato lo snodo dei diritti tv. Ecco le sue dichiarazioni:

I rapporti con Giovanni Malagò, presidente del Coni, non sono mai stati buoni.

No, né dal punto di vista politico, né da quello strutturale.

Cosa significa?

Che al calcio dal Coni sono stati tolti 30 milioni.

Lei vorrebbe finire i campionati interrotti dal Coronavirus?

Per me ci sono due possibilità.

Quali?

La prima è quella di congelare i campionati, ritenerli nulli e ripartire a settembre con i nuovi. Lo dico perché ci sono Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli alle prese con la più grande epidemia del secolo. Queste sei regioni rappresentano ben tredici club di serie A su venti. Come si fa a giocare?.

Ma se i tornei non finiscono ci sono decine di club pronti a fare cause, reclami e ricorsi.

Lo so. Bisognerebbe fare qualche eccezione per quelli che hanno virtualmente vinto i campionati, dico il Benevento in serie B o il Monza in serie C, ma resterebbe comunque un grande problema.

Quindi o campionati da rifare, tutti, come se non si fosse mai cominciato oppure…?

Oppure la proposta di Adriano Galliani. Stare fermi fino alla prossima estate. Fare la preparazione ad agosto e finire i campionati di quest’anno e la Coppa Italia tra settembre/ottobre o ottobre/novembre. Per poi ripartire con la nuova stagione a febbraio del 2021.

Così ci sarebbe il tempo per completare tutto il girone d’andata, disputare gli Europei, e affrontare il ritorno ancora da settembre/ottobre. Non male in effetti.

Non male no. Anche perché così si potrebbe salvare il sistema fondato sui diritti televisivi. Sky non può richiedere di essere pagata se non offre un prodotto. Di conseguenza Sky non può pagare i club se questi non giocano. Purtroppo tra essi c’è già chi si è impegnato i soldi prima di riceverli. Io credo, poi, che bisognerebbe fare un’altra cosa.

Cosa?

Quella che chiamavo la madre di tutte le battaglie: la riforma dei campionati portando i professionisti da 102 a 72 società.

Ripartiti come?

Diciotto in serie A, altrettanti in B, diciotto per girone in serie C. divisa in centro nord e centro sud. Sono sempre tante, ma andrebbe già meglio.

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