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Ranieri: “Quando la Roma tratterrà i campioni tornerà a vincere”

Le dichiarazioni del tecnico della Sampdoria

Claudio Ranieri, attuale tecnico della Sampdoria ed allenatore della Roma dal 2009 al 2011 e nel 2019, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport, nella quale ha parlato dell’emergenza Coronavirus e non solo:

La sua proposta di fare cinque cambi a partita ha aperto un dibattito.
“Nei prossimi mesi andremo a giocare ogni tre giorni, è difficile fisicamente e psicologicamente. Con più cambi possiamo recuperare più facilmente. Si giocherà con il caldo, parecchi miei atleti sono stati colpiti dal virus, non sono macchine, dobbiamo dargli la possibilità di recuperare. I medici devono dirci come fare e dare un parere dopo aver effettuato i test. Quando andiamo a intensificare l’attività le difese immunitarie si abbassano, io sono un allenatore e devo essere sicuro che quando il giocatore sarà a disposizione potrà fare tutto. L’incolumità degli atleti deve essere al primo posto”.

Alla ripresa affronterà la Roma.
“Mi fa sempre un certo effetto tornare all’Olimpico. Da tanti anni sono andato via, sono tornato due volte, ma sempre con grande emozione. Sono contento del lavoro che sta facendo Fonseca, un grande lavoro, sia tattico che psicologico. Mi piace molto come gioca la Roma”.

Però questo sarà un ritorno particolare, per la prima volta dopo la lacrime d’amore per la sua ultima panchina giallorossa.
“Quella partita era la festa di De Rossi. Non mi aspettavo i cori per me, i tifosi mi hanno preso alla sprovvista. Mi hanno fatto enormemente piacere, perché faccio questo lavoro per la passione che mi trasmette, come se fosse il primo giorno. Non è facile avere entusiasmo, sono un combattente, mi piace aggiornarmi, stare sul pezzo”.

Con la Roma ha sfiorato la favola.
“Una gran bella stagione. Peccato che ci siamo persi punti per strada. Tutti ricordano la sconfitta contro la Samp, quando vincevamo e potevamo fare altri due o tre gol e, invece, perdemmo. Io dico che pesano i punti persi contro il Livorno, che fu retrocesso. Prendemmo un solo punto in due partite”.

Totti un anno fa la scelse come allenatore nell’ultimo anno da dirigente, prima di andarsene.
“Credo che andare via sia stata una decisione ponderata e molto sofferta. Gli va dato atto che ha fatto una scelta molto importante. Gli auguro di fare grandi cose anche lontano dalla Roma ora che vuole scoprire nuovi talenti”.

Anche De Rossi se ne è andato facendo molto discutere. Lui vuole fare l’allenatore.
“Ha il carattere e il carisma per farlo e il padre lo può instradare bene. E’ un ragazzo intelligente, riuscirà a calarsi nella nuova dimensione”.

Ad aprile del 2010 tolse Totti e De Rossi nell’intervallo e la Roma vinse il derby.
“Se fosse andata male sarei rimasto a via dei Gladiatori. Sono abituato a prendermi le mie responsabilità, mi sembrava che sentissero troppo la partita, ma parteciparono ai festeggiamenti finali”.

La Roma non vince da tanti anni.
“La politica di vendere sempre i giocatori migliori non paga, ma sappiamo benissimo che oggi c’è un’imprenditoria che gestisce le squadre di calcio. Bisogna far quadrare i conti. Quando ci sarà la possibilità di trattenere i campioni si tornerà a vincere. Aver inserito giovani importanti con gli anziani giusti è un bel progetto”.

Lo scorso anno ha allenato Zaniolo, è il nuovo talento del calcio italiano?
“Nicolò è un grande giocatore che fa la differenza. Ha tutte le qualità, è molto umile, ha una grande forza interiore, può arrivare al top. Va bene come lo sta facendo giocare Fonseca, lui è mezzala o esterno a tutto campo. La sua forza dirompente è quella di strappare la palla e ripartire”.

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