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Balzaretti: “Ogni giorno in allenamento Totti ti segnava con il cucchiaio. Al derby cambiava faccia” (VIDEO)”

L’ex terzino giallorosso: “Ogni giorno in allenamento era un gol come quello visto a San Siro. La cosa incredibile era che tu lo sapevi, ma lui segnava lo stesso”

Federico Balzaretti, ex giocatore della Roma, si è raccontato a DAZN ed ha parlato di uno dei migliori gesti nel mondo del calcio: il cucchiaio, specialmente quello di Totti. Queste le sue parole:

“Ogni giorno in allenamento era un gol come quello visto a San Siro (Inter-Roma 2-3 2005/06, ndr). La cosa incredibile è che tu lo sapevi, ma tanto faceva gol lo stesso, era uno spettacolo e vinceva molte partite perché l’allenatore era molto condizionato dal farlo vincere, faceva pesare in partitella il suo essere Francesco Totti, perciò chi stava in squadra con lui vinceva, noi compagni avevamo la classifica di chi avesse giocato con lui perché era divertente, era un modo per giocare. Con Garcia poi chi vinceva più partitelle in un mese, vinceva la magliettina. Una volta in allenamento segnò da metà campo con una delle sue giocate: venire a ricevere palla di sponda per imbucare, quella volta però tirò in porta da 50 metri e chiedemmo si smettere l’allenamento perché non potevamo vedere meglio di quella giocata”.

Sul derby…
“E’ una partita in cui gli cambiava la faccia, lo sentiva senza dubbio per responsabilità probabilmente, perchè comunque era una partita diversa. E quindi questo suo modo comunque di giocare e scherzare in questa settimana era sicuramente minore, ma perchè era talmente una persona naturale, spontanea, semplice che era se stesso. Lui a fine partita (nel gol di Balzaretti al derby, ndr) “oh ce ne ho messo per farti fare gol” (ride, ndr). Effettivamente non era difficile da impattare quel pallone, era abbastanza morbido e docile ed è passato sopra la testa del difensore di quei due centimetri come spesso veramente capitava. Lui faceva passare il pallone sopra di un millimetro, non c’era bisogno di più. Per cui tu saltavi ma la palla ti passava sopra di poco”.

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