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Prof. Regoliosi: “Impreciso dire che la Roma valga 63 milioni. Uscita dalla Borsa scelta comprensibile”

Le parole dell’esperto

Il professor Carlo Regoliosi, docente di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi Roma Tre, ha rilasciato un’intervista a Il Romanista. Ecco un estratto:

Dopo il comunicato del Gruppo Friedkin su richiesta della Consob, si è scatenata una canea di commenti sul costo della Roma: l’86,6% per 63,4 milioni di euro.
“63,4 milioni di euro è il prezzo dell’86,6% delle azioni: rapportato al 100% sarebbero 73,2 milioni. Dire che la Roma valga solo 73 milioni è impreciso. C’è un aumento di capitale ancora non sottoscritto, ma per il quale sono stati versati oltre 111 milioni. Il valore della Roma è la somma di queste cifre”.

Dunque i famosi 199 milioni.
“Sì. L’importo di 111 milioni non è ancora capitale e quindi non ha dato luogo all’emissione di ulteriori azioni. Pertanto il calcolo del prezzo unitario è fatto sul valore delle azioni scambiate”.

Qual è il motivo del calo in Borsa del titolo?
“Il prezzo si colloca subito al livello del presumibile prezzo dell’Opa. Qualche azionista poco avveduto può aver pensato che vi fossero numeri in ballo più alti e ha ritenuto opportuno acquistare o tenere azioni di valore più elevato”.

Che ne pensa dell’uscita dalla Borsa?
“La Borsa nel calcio presuppone due elementi: “raccattare” capitali terzi di soggetti non interessati a governare la società, ma partecipare ai suoi risultati. Coinvolgere terzi azionisti non interessa a Friedkin. Inoltre, implica controlli assai maggiori. Scelta comprensibile: i vantaggi non i vedono e gli svantaggi sono tangibili”.

 

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