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Mkhitaryan crea e convince

Se la Roma di Cagliari è luci e ombre, lui di sicuro è forse la luce più brillante

Testa e determinazione, calcio tecnico e pratico, una disponibilità continua che rassicura i compagni: Henrikh Mkhitaryan ha il pregio di mettere sul piatto un blasone raro e un’esperienza chilometrica senza mai farli pesare. Forse non sarà quello di Dortmund, il Miki di oggi è meno appuntitomeno micidiale nelle accelerazioni, ma sa offrire ancora tesori di gioco. Dopo l’approccio dello scorso anno, turbato nella prima parte da più di un guaio fisico e da logici problemi di ambientamento, può davvero essere un punto di riferimento, sia in partita che in allenamento.

Ha chiuso bene il campionato scorso e a quanto si sta vedendo in questa primo scorcio può cominciare anche meglio il prossimo. Ieri ha giocato come piace a lui, in quella posizione intermedia da cui ogni volta può scegliere se dettare la profondità oppure arretrare e offrirsi al dialogo. Dopo essere andato più volte vicino al gol, nella ripresa riesce anche a trafiggere Cragno. Buone le sue combinazioni con Dzeko, malgrado il nove non fosse in una grande serata. Dopo la partita, a Roma Tv, Fonseca gli ha dedicato le parole che gli dedica sempre: “È un giocatore molto intelligente, può giocare in tante posizioni“.

L’allenatore, infatti, lo mette in campo tutte le volte che può: esterno, mezzala, trequartista, dove serve. E la sua permanenza probabilmente è dettata dal fatto che Miki voglia sentirsi determinante, visto che nell’Arsenal non aveva lasciato il segno come altrove. Ha rinunciato ad un bel po’ di soldi e per recuperarne una parte dovrà attingere a bonus: uno scatterà se farà dieci gol e dieci assist, contro i nove e i sei dello scorso anno. Il Corriere dello Sport.

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