Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

La mossa di Fonseca: Ibanez va a sinistra per arginare Lautaro

Contro l’Inter il tecnico può invertire i centrali. E sfruttare la velocità del difensore brasiliano

Tra le mosse che Fonseca sta studiando per la partita di domani con l’Inter c’è anche quella di poter spostare Ibanez da una parte all’altra della difesa. Nulla di trascendentale, intendiamoci, ma un’accortezza in più per cercare di arginare l’uomo più veloce dell’Inter, l’argentino Lautaro Martinez.

Magari Fonseca ci penserà fino alla fine. O magari deciderà proprio di metterla in essere, come già successo in altre partite di questa prima parte di campionato. Ibanez infatti solitamente gioca sul centrosinistra della difesa a tre della Roma, con Mancini schierato dall’altra parte e Smalling a giostrare invece centralmente. In 2-3 partite è successo anche che il brasiliano fosse schierato al centro della retroguardia, per favorire la costruzione dal basso, soprattutto quando in difesa Fonseca non ha utilizzato Cristante.

Ma in un paio di altre partite Fonseca l’ha letteralmente ribaltato dall’altra parte, per prendersi cura direttamente dell’attaccante più veloce della squadra avversaria. La prima volta è successo a San Siro, contro il Milan, per cercare di arginare Rafael Leao. La seconda al San Paolo, per provare a limitare Lorenzo Insigne. In entrambi i casi non andò benissimo, visto che Leao quel giorno piazzò due assist  e Insigne segnò il primo dei 4 gol con cui il Napoli seppellì la Roma, regalando poi l’assist per il 2-0 a Fabian Ruiz.

Fonseca però potrebbe riprovarci anche domani, per metterlo sulle tracce di Lautaro Martinez, di fatto il giocatore più veloce dell’attacco nerazzurro. E in quel caso le soluzioni sarebbero due: o spostare Mancini a sinistra  o mettere magari dentro dall’altra parte Kumbulla, sacrificando in questa seconda ipotesi proprio Mancini. In buona sostanza, tra i centrali a sua disposizione l’allenatore portoghese considera Ibanez il migliore dal punto di vista della velocità, ma anche della capacità di saper costruire la manovra dal basso. Si legge su La Gazzetta dello Sport.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa